L'addio a 'FioredelCielo', "sotto col cucchiaio!"
via marconi
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Tavola volante sotto la Macchina di Santa Rosa. Questo sabato chiude l'avventura della Macchina di Vittori. I costruttori invitano la città alla tradizionale mangiata di fagioli con le cotiche.

Con questo sabato 13 settembre si chiude l’ultimo sipario su ‘FioredelCielo’. Tutti sotto col cucchiaio, come vuole la tradizione,  per un classico: fagioli con le cotiche. Gentilmente offerti da quelli che sono un po’ diventati “i padri” di questa Macchina: Vincenzo Fiorillo e Contaldo Cesarini. I costruttori hanno dato appuntamento a tutti i viterbesi sotto al “campanile che cammina”. Poi tutto resterà in bella mostra, di fedeli e turisti, per iniziare lo smontaggio nella mattinata di lunedì.

La Macchina disegnata da Arturo Vittori e al suo esordio non tanto apprezzata dai cittadini ha saputo migliorarsi e conquistare i cuori. Ha conquistato anche tante altre cose importanti, tipo il titolo Unesco. Anche se quest’ultimo non è certo un riconoscimento a una Macchina in particolare e neanche soltanto alla Macchina in sé, piuttosto è riferito all’intero sistema che costituisce la tradizione del trasporto. Di fatto entrerà nella storia per tutta una serie di motivi, tra cui il trasporto su via Marconi, fortemente voluto per festeggiare il titolo Unesco ottenuto. 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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