L'acqua torna potabile in tutta Viterbo: revocata l'ordinanza di divieto di consumo
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Il divieto si era reso necessario, in via precauzionale e prudenziale, a seguito dell'intorbidamento dell'acqua, dovuto all'evento sismico dello scorso 30 ottobre.

L’acqua della fonte Settecannelle è tornata potabile. Lo comunica il sindaco Leonardo Michelini con apposita ordinanza a seguito della nota della Asl di Viterbo riguardante l’esito delle analisi effettuate da Arpalazio su campioni d’acqua destinata al consumo umano. Anche la Talete ha comunicato che i campionamenti effettuati sulle fontanelle alimentate dalla sorgente Settecannelle risultano essere accettabili per i consumatori.

“Abbiamo atteso i risultati ufficiali della Asl – ha spiegato Michelini -. I valori sono tornati nella norma. Pertanto l’acqua proveniente dalla fonte Settecannelle si può di nuovo bere”. Il sindaco Michelini ha quindi ufficializzato la cessata necessità del divieto di consumo dell’acqua revocando la precedente ordinanza emanata lo scorso 31 ottobre. Il divieto si era reso necessario, in via precauzionale e prudenziale, a seguito dell’intorbidamento dell’acqua, dovuto all’evento sismico dello scorso 30 ottobre.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Alle 9:30 del mattino salgo a San Martino al Cimino. Qui i Veralli vivono insieme: una manciata di case affacciate su un unico piazzale dove i fratelli e i genitori condividono la vita di tutti i giorni. Nella famiglia di Emanuele ci sono i fratelli Alessandro (il primogenito), Francesco (il secondogenito) e poi c'è lui, il terzo. Emanuele ha 36 anni, è sposato con Anna Maria e dalla loro unione è nata Azzurra, che a oggi ha 4 anni. Ti basta mettere piede su quel cemento per respirare un senso di appartenenza che oggi non si trova quasi più. A darmi il benvenuto ci sono Anna Maria, la moglie di Emanuele, la piccola Azzurra e Benito, il cagnolino di casa. L’aria è distesa, priva di retorica. È la semplicità di un rito che Emanuele ripete da quando è entrato nel Sodalizio dei Facchini.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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