L'acqua torna potabile a Grotte Santo Stefano, Roccalvecce, Sant'Angelo e Vallebona
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VITERBO - Il parametro fluoruri – come comunicato in data odierna dalla Asl di Viterbo all’esito delle analisi effettuate da Arpa Lazio – è tornato conforme ai valori previsti dalla vigente normativa.

VITERBO – L’acqua delle zone servite dalla rete idrica Sant’Angelo-Roccalvecce e Grotte Santo Stefano-Vallebona è tornata potabile. Il parametro fluoruri – come comunicato in data odierna dalla Asl di Viterbo all’esito delle analisi effettuate da Arpa Lazio – è tornato conforme ai valori previsti dalla vigente normativa.

La sindaca Frontini ha pertanto emanato l’ordinanza sindacale (n. 9 del 14-3-2025) con cui revoca il precedente provvedimento (ord. sindacale n. 8 del 7-3-2025), ovvero quello di divieto di utilizzo dell’acqua per uso alimentare. Con effetto immediato, le zone alimentate dalla suddetta rete idrica Sant’Angelo-Roccalvecce e Grotte Santo Stefano-Vallebona (Sant’Angelo di Roccalvecce, Roccalvecce, località Vallebona, Montecalvello, località Pratoleva, località Rocchette, Fastello, strada Teverina fino a località Montanciano, località Ferento, strada Ombrone, località Monterosso, Grotte Santo Stefano), possono tornare a utilizzare regolarmente l’acqua anche per uso alimentare. La versione integrale dell’ordinanza è consultabile alla sezione albo pretorio del sito istituzionale (ordinanze sindacali).

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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