La Viterbese tira un sospiro di sollievo, Markic e Volpe verso il recupero

VITERBO – Il forte difensore croato e il giovane attaccante sono tornati ad allenarsi.
VITERBO – La Viterbese può tirare un sospiro di sollievo in vista del match con la Paganese.
Markic e Volpe stanno recuperando dagli infortuni e sono tornati ad allenarsi.
In particolare gli esami strumentali non hanno evidenziato nessuna frattura per il difensore.
Ancora in dubbio la presenza di De Falco e di Palermo. Sempre più un mistero la data del suo ritorno in campo.
Tutto l’ambiente gialloblù confida in un pieno recupero dei due centrocampisti che alzerebbero notevolmente non solo il tasso tecnico, ma anche il livello di esperienza della squadra.
Uomini di esperienza capaci di guidare in campo i più giovani, così come chiesto da Calabro alcuni giorni fa.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.


















