La Viterbese potrebbe tornare nel girone A

VITERBO – Tante squadre meridionali affollano il girone C. Per i gialloblù la possibilità di tornare a giocare nel girone del Centro-Nord.
VITERBO – Ancora è presto per parlare di certezza ma, alla luce di quello che sta accadendo, la Viterbese potrebbe tornare nel girone A.
Il girone C, quello in cui sono stati impegnati i gialloblù, potrebbe essere riempito da squadre meridionali, quattro che salgono di categoria e due (forse tre) che potrebbero scendere, retrocesse, dalla serie B.
Per il club di via della Palazzina la possibilità di tornare a giocare nel girone del Centro-Nord. Questa possibilità potrebbe rappresentare un qualcosa di positivo, sia dal punto di vista logistico, con trasferte più corte e meno impegnative, sia dal punto di vista tecnico, dato che il girone C è stato sempre il più tosto, con tante “piazze” calde e importanti ed un livello tecnico superiore.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi


















