La viterbese Martina Capradossi vince il premio letterario nazionale “Uniti per crescere”
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PADOVA - L'undicenne di Capodimonte ha partecipato con “L’amore nei tuoi occhi” nel quale ha parlato della sindrome di Treacher Collins.

PADOVA – E’ l’undicenne Martina Capradossi, di Capodimonte, la vincitrice della terza edizione del premio letterario nazionale Uniti per crescere.

Il premio, indetto dall’associazione Uniti per crescere onlus, gode del patrocinio del comune di Padova, della Regione Veneto e dell’Università degli Studi di Padova.

Il tema proposto era “Diversamente uguali: la disabilità vista con gli occhi di bambini e ragazzi”.

Un tema importante e non certo banale, da sviluppare con un elaborato scritto. Attraverso il concorso, l’associazione si propone di ‘… esplorare la percezione della disabilità nei bambini e nei ragazzi utilizzando la scrittura come strumento per veicolare emozioni, riflessioni, dubbi, paure e speranze’.

La giovane autrice, all’epoca frequentante la classe quinta della scuola primaria di Marta, ha partecipato con il componimento “L’amore nei tuoi occhi”, nel quale ha parlato della sindrome di Treacher Collins.

La ragazzina, particolarmente sensibile alle tematiche relative alla disabilità, è venuta a conoscenza di questa sindrome e ne è rimasta molto colpita. Il suo intento è stato quello di volersi mettere nei panni di una persona affetta da questa sindrome e aiutare anche i lettori a fare altrettanto.

Il racconto trasmette amore e accoglienza, valori che sono stati giudicati positivamente dalla giuria, presieduta dall’autore di libri per ragazzi Luigi Dal Cin, che ha quindi decretato il suo tema quale opera vincitrice per la categoria A – Scuola Primaria, attribuendo un premio in denaro a Martina e all’Istituto Comprensivo ‘P. Ruffini’ di Valentano, dove la ragazza sta proseguendo, con profitto, il suo percorso scolastico.

 

Gli Stati Generali La Fune
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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