La Viterbese gestirà lo stadio Rocchi per dieci anni. La società investe: arriva il sintetico di ultima generazione
Stadio Rocchi
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Il bando per l'affidamento prevedeva cinque anni più ulteriori cinque in caso di migliorie all'impianto. Nella mattina di lunedì 12 maggio sono state studiati i documenti presentati dalla Viterbese e riscontrato l'investimento sul manto erboso: un sintetico di ultima generazione. 

VITERBO – Gestione del Rocchi, la Viterbese destinata all’affidamento dell’impianto per dieci anni. Si tratta dell’unica proposta di gestione arrivata a Palazzo dei Priori e con tanto di piano di investimenti che la società capitanata dall’imprenditore Paolo Salaris intende mettere in gioco.

Il bando per l’affidamento prevedeva cinque anni più ulteriori cinque in caso di migliorie all’impianto. Nella mattina di lunedì 12 maggio sono state studiati i documenti presentati dalla Viterbese e riscontrato l’investimento sul manto erboso: un sintetico di ultima generazione.

La commissione ha esaminato il tutto e dato il nulla osta per l’affidamento. Ore l’ultimo minuto dovrà giocarlo il dirigente di settore ma non esistono ragioni per non dare per definitiva la notizia della gestione decennale per la Viterbese.

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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