La viterbese Elisa Anzellotti protagonista al torneo dei campioni dell’Eredità
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VITERBO - Fino a domenica sarà nel format di Rai 1 condotto da Flavio Insinna. Le eventuali vincite verranno devolute alla protezione civile.

VITERBO – Elisa Anzellotti archeologa, scrittrice, coreografa e danzatrice professionista sarà, fino a domenica 10 maggio, protagonista del noto format di Rai 1 “L’Eredità” condotto da Flavio Insinna.

Già campionessa per ben sei puntate nel 2017 quando alla conduzione del programma c’era il compianto Fabrizio Frizzi, Elisa è scesa in campo per fini solidali.

Dopo un mese e mezzo di repliche, infatti, saranno trasmesse le nuove puntate e il programma adotterà il nome di “L’Eredità per l’Italia”, dove si sfideranno i campioni delle passate edizioni attraverso tornei settimanali.

Le eventuali vincite, ottenute attraverso l’iconica manche finale, la Ghigliottina, verranno devolute alla Protezione Civile. 

Molto nota negli ambienti professionistici della danza per la sua attività di istruttrice, Elisa si è distinta anche nella ricerca archeologica ed è autrice di diversi contributi scientifici e di un volume edito da Edizioni Archeoares dal titolo “La danza nell’antichità. Etruschi, Greci e Romani” che ha suscitato grande interesse sia tra gli storici e gli archeologia sia tra i ballerini professionisti tanto da stimolare l’interesse di Alkis Raftis Presidente del Consiglio Internazionale della Danza Cid, Unesco e Presidente del nazionale Teatro di Danze Greche “Dora Stratou” di Atene che ne ha curato la prefazione.

In qualità di danzatrice e coreografa collabora attivamente con il gruppo di ricerca sulle musiche dell’antica Roma “Ludi Scaenici” che tratta nello specifico le danze degli etruschi, dei greci e dei romani, indagandone le influenze reciproche e gli sviluppi nei secoli.

Tramite la sua instancabile attività di divulgazione e la sua indiscutibile preparazione e bravura, Elisa Anzellotti è spesso impegnata in congressi e lunghe tournée per l’Europa.

A questo punto non ci resta che augurare a Elisa buona fortuna e ringraziarla per il bellissimo gesto di solidarietà in questa difficile situazione.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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