La Viterbese cade anche in casa. 0-2 e stagione finita
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VITERBO – Addio sogni di gloria. Al Rocchi passa l’Arezzo di Dal Canto. La stagione dei gialloblù termina ai quarti dei playoff.

VITERBO – Ci aveva abituato a rimonte eccezionali, a vittorie al 90’… Stavolta l’impresa non è riuscita. Al Rocchi passa l’Arezzo.

La Viterbese esce sconfitta anche nel ritorno dei quarti di finale dei playoff contro l’Arezzo. Dopo Al Rocchi finisce 0-2 con le reti di Belloni e Pelagatti che condannano i gialloblù (dopo lo 0-3 dell’andata) all’eliminazione nei quarti di finale.

Segue il tabellino della partita

VITERBESE (4-3-3):  Valentini; Atanasov ,  Rinaldi, Sini, Mignanelli; Tsonev, Damiani, Palermo; Luppi, Polidori, Vandeputte. A disp. Forte, De Giorgi, Sparandeo, Milillo, Coda, Cenciarelli, Coppola,  Pacilli, Artioli, Bismark, Molinaro, Zerbin. All. Pino Rigoli 
AREZZO (4-3-1-2):  Pelagotti; Luciani,  Pelagatti, Pinto, Sala; Benucci, Serrotti, Foglia;  Bellini; Cutolo, Brunori.
A disp. Bertozzi, Borghini Zappella,  Sereni, Zini,  Persano, Remedi, Rolando, Burzighotti, Butic, Tassi, Sbarzella.
All. Alessandro Dal Canto.
ARBITRO:  Cristian Cudini di Fermo
RETI: 10′ st Belloni, 21′ st Pelagatti

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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