"La violenza sulle donne è finalmente uscita dall'ombra"
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VITERBO - Nella giornata contro la violenza sulle donne la sindaca Chiara Frontini ha inviato ai giornali cittadini un messaggio che riportiamo integralmente.

VITERBO – Nella giornata contro la violenza sulle donne la sindaca Chiara Frontini ha inviato ai giornali cittadini un messaggio che riportiamo integralmente.

“Oggi come in ogni giorno dell’anno, ci sentiamo impegnati nello sforzo per estirpare la mala pianta della violenza contro le donne.

Il 25 novembre è una data alla quale arriviamo ogni volta con la mente e la memoria colme dei troppi, odiosi e ripetuti episodi che la cronaca ci getta addosso senza sosta. Storie che ricalcano quasi sempre lo stesso copione. Non ci sono solo le tragiche statistiche delle 99 donne che quest’anno sono state uccise per mano di uomini molto spesso a loro vicini o le ventimila che si sono rivolte nello stesso periodo ai centri antiviolenza.

Ci sono anche le situazioni invisibili, silenziose di chi vive ogni giorno con paura e rassegnazione rapporti alterati in cui la violenza assume toni apparentemente sfumati, che non sempre sfociano nell’aggressione fisica, ma che non per questo sono meno gravi. E’ in quella zona grigia, caratterizzata da subordinazione e paura, che deve arrivare un messaggio di dignità e coraggio che anche io mi sento impegnata a sostenere e diffondere.

La violenza contro le donne è uscita finalmente dall’ombra in cui è stata relegata per secoli. Tutti dobbiamo avvertire il dovere di proseguire lungo questo percorso di civiltà per cercare di affermare uno dei valori più importanti fra i tanti: quello del rispetto”.

 

 

 

Gli Stati Generali La Fune
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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