La via Francigena raccogliendo rifiuti di plastica lungo il percorso. Fa tappa a Viterbo l'olandese che promuove il plastic free
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VITERBO - Ad accoglierla in piazza del Plebiscito il sindaco Arena, l'assessore alla cultura, al turismo e allo sport De Carolis, il consigliere delegato alla promozione delle politiche ambientali Marini e la presidente dell'associazione via Francigena in Tuscia Viterbo Croci

VITERBO – Domani pomeriggio alle ore 17, a piazza del Plebiscito, il sindaco Giovanni Maria Arena, l’assessore alla cultura, al turismo e allo sport Marco De Carolis e il consigliere comunale delegato alla promozione delle politiche ambientali Giulio Marini, a nome della città di Viterbo, saluteranno e accoglieranno Myra Stals, olandese, da anni in Italia.

Myra, partita da Torino, sta percorrendo la via Francigena in bicicletta, per promuovere la sua battaglia personale a favore dell’ambiente. 6.600 chilometri, e tra una pedalata e l’altra, si ferma a raccogliere rifiuti di plastica. Plastic free e banco alimentare sono i principali messaggi che Myra vuole promuovere e sostenere durante il suo viaggio che la condurrà fino alla Sicilia.

Il passaggio in città è organizzato dalla professoressa Alessandra Croci, presidente dell’associazione via Francigena in Tuscia Viterbo, che spiega: “Prima di arrivare a Viterbo, Myra passerà da Proceno. Qui il sindaco Cinzia Pellegrini donerà a Myra un bordone, ovvero il bastone del pellegrino. Tutti i rappresentanti dei territori della Tuscia attraversati dalla ciclista, da Proceno a Monterosi, apporranno un simbolo del proprio comune. Il sindaco di Viterbo Arena posizionerà sul bordone l’effige del pellegrino realizzata dall’artigiana viterbese Cinzia Chiulli”. All’incontro saranno presenti rappresentanti del territorio viterbese.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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