La verità su San Faustino, intervista a "Mister X": "Più che delinquenza c'è degrado, le forze dell'ordine presidiano la zona"
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VITERBO - Siamo andati nel quartiere per capire come stanno andando le cose, vi proponiamo l'intervista che abbiamo realizzato a "Mister X", un residente che vuole rimanere anonimo.

VITERBO – Emergenza sicurezza a San Faustino? Più una percezione che una solida realtà. I dati sui crimini commessi nel capoluogo della Tuscia non sono quelli tipici di un territorio andato fuori controllo, anzi. Negli anni si sono “svociati” questori e comandanti provinciali di carabinieri e finanza. Siamo andati nel quartiere per capire come stanno andando le cose, vi proponiamo l’intervista che abbiamo realizzato a “Mister X”, un residente che vuole rimanere anonimo.

Cosa accade a San Faustino?

“E’ un quartiere normale. Non siamo ai Parioli certo, un po’ di degrado c’è ma chi parla di delinquenza, di avere paura a uscire di casa la sta gonfiando un bel po’”.

Perché se non c’è niente di cui avere paura ci ha chiesto di rimanere anonimo?

“Perché a farmi paura è la politicizzazione di questa situazione di San Faustino. La politica locale ha soffiato a più riprese, e con diverse bocche, su questo tema della mancata sicurezza con la pretesa tra l’altro di addossare le responsabilità al sindaco di turno. Tutta politica della peggiore specie che serve solo a spaccare l’opinione pubblica, a creare le tifoserie e ad alimentare il consenso con il trucchetto dell’odio a buon mercato. Ho chiesto di restare anonimo perché non voglio finire nel mirino di qualche odiatore seriale che poi passa le sue giornate a insultarmi su Facebook. Per vivere ho bisogno di lavorare, non ho voglia e tempo dei giochetti social della gente”.

Cosa vede quando esce nel suo quartiere?

“Niente di particolare. Certo se il tema è la presenza di immigrati vi do ragione ma l’equazione immigrato-delinquente è un insulto alle persone intelligenti. C’è un problema di alcolismo, questo sì. C’è un bel gruppo di persone, un po’ sbandate, che si ritrova alle spalle del monumento ai caduti e beve tutto il giorno. Non danno fastidio, certo non sono il massimo da vedere però si tratta di persone con problemi e non di delinquenti. Servirebbe che qualcuno dei servizi sociali se ne prendesse carico”.

Spaccio e prostituzione?

“In strada non ne vedo. Il fenomeno dello spaccio tra le vie non esiste, anche perché a differenza di quanto magari qualcuno possa pensare vi assicuro che c’è una presenza, il più delle volte discreta, delle forze dell’ordine sistematica. Qualche tempo fa mi era capitato di notare un giro strano, sicuramente di spaccio dalle parti di piazza della Repubblica. Appena l’ho notato ho anche visto intensificarsi la presenza di carabinieri e polizia. Credo che ci sia un controllo piuttosto serrato ma intelligente e discreto. Le forze dell’ordine sanno e intervengono quando devono senza esasperare gli animi. La prostituzione forse c’è ma nelle case e comunque non posso dire di averla vista, non frequento”.

Cosa servirebbe?

“Ci sono problemi di degrado e di decoro. Il Comune dovrebbe immaginare un progetto speciale per migliorare questa zona della città. Servirebbe anche un bell’arredo urbano, cambierebbe molto. Negli ultimi anni comunque c’è attenzione e c’è vitalità culturale con tante iniziative. Servirebbe lavorare sull’integrazione dei molti immigrati, sono anche loro viterbesi adesso. Andrebbe studiato come fare diventare la presenza di comunità di diversa etnia una risorsa per la città”.

Che cosa si sente di dire a chi ritiene che questa parte della città sia invivibile?

“Non è così, è una menzogna. Parliamo di un quartiere storico, anche bello per molti aspetti. C’è qualche imprenditore che sta agendo positivamente, penso alla Libreria dei Salici che ha aperto proprio sulla bella piazza di San Faustino. Servirebbero più imprenditori pronti a investire qui”.

 

 

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