La ventesima edizione di QdA prende vita con La Fura dels Baus
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La leggendaria compagnia catalana domenica porta a Viterbo lo spettacolo Free Bach 212

Sarà Free Bach 212 in edizione limitata, lo spettacolo della leggendaria compagnia La Fura dels Baus, ad aprire la ventesima edizione del festival Quartieri dell’Arte. Dopo il successo delle due anteprime a Vitorchiano di lunedì 29 e martedì 30 agosto in collaborazione con la prestigiosa accademia Khio di Oslo, il festival diretto da Gian Maria Cervo inaugura il 4 settembre alle 22 alla ex chiesa delle Fortezze, con uno spettacolo incredibile, in prima nazionale nella sua edizione ampliata.

Free Bach 212 è una libera versione della Baukernkantate (Cantata dei Villani) BWV 212 di J. S. Bach. Un viaggio senza tempo che mette insieme burlesque, commedia, critica sociale, invito ai piaceri mondani; concetti che messi insieme sembrano aver poco a che fare con le forme espressive della musica antica. La rappresentazione si terrà il 4 settembre alle ore 22 nella ex chiesa di santa Maria delle Fortezze a Viterbo.

La Fura Dels Baus, fondata a Barcellona nel 1979 è un gruppo di teatro urbano che ricerca uno spazio scenico distinto da quello tradizionale. Alla base del lavoro della compagnia c’è una gamma di espedienti scenici che includono musica, movimento, utilizzo di materiali naturali e industriali, applicazione di nuove tecnologie, e il coinvolgimento diretto degli spettatori nello spettacolo. Il tutto dominato da una creazione collettiva in cui l’attore e l’autore sono un’unica entità.

L’iniziativa rientra nelle attività di Eu Collective Plays!, progetto co-finanziato dal programma Creative Europe dell’Unione Europea, di cui la società cooperativa teatro stabile delle arti medioevali, che realizza QdA, è capofila. Le prevendite dello spettacolo sono disponibili a Viterbo presso Underground (via della Palazzina, 1), presso l’ufficio turistico (via Ascenzi, 4) e online su Boxol.it.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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