
















INSIDE – La Tuscia viterbese custodisce un patrimonio religioso di inestimabile valore, un tessuto storico e spirituale che affonda le sue origini in epoche remote. Chiese le cui fondamenta risalgono spesso all’Alto Medioevo, ma che in molti casi si innestano su preesistenze paleocristiane, romane o addirittura etrusche, testimoniando un continuo processo di sacralizzazione del territorio che attraversa i secoli.
Questo straordinario retaggio architettonico e storico costituisce il nucleo primordiale dell’identità sociale e culturale di queste terre.
Sutri: dove il sacro si sovrappone
L’odierna cattedrale di Santa Maria Assunta a Sutri colpisce per la sua imponenza romanica, conservando un suggestivo campanile, un prezioso pavimento cosmatesco e una cripta che funge da oratorio. Ma Sutri cela un tesoro ancora più intimo: il Mitreo, un antico luogo di culto mitraico, è stato trasformato in chiesa cristiana.
La sua trasformazione è sancita da una bellissima scena del XIV secolo affrescata su una delle pareti del vestibolo, raffigurante un folto gruppo di sutrini in pellegrinaggio verso il Santuario di San Michele sul Gargano, un vivido affresco del legame spirituale del tempo.
San Martino nel Cimino: un progetto barocco dal cuore medievale
Nel cuore dei Monti Cimini, San Martino nel Cimino si presenta come una piccola città dal fascino seicentesco, nata per volere della potente Donna Olimpia Maidalchini. La sua urbanistica, ispirata alla romana Piazza Navona e forse frutto di suggerimenti del genio borrominiano, trasformò un borgo medievale in un disegno quasi scenografico.
Sopravvivono all’imponente progetto le vestigia dell’antica abbazia cistercense: la chiesa abbaziale, visitabile, lo scriptorium oggi sede del Museo dell’Abate e la suggestiva Sala Capitolare, accessibili su richiesta. La restante parte dell’abbazia è confluita nel magnifico Palazzo Doria Pamphilj.
Montefiascone: la basilica romanica e un vino leggendario
La basilica romanica di San Flaviano a Montefiascone è un capolavoro di architettura che si sviluppa su due livelli sovrapposti, risalenti all’XI secolo e inglobanti una preesistente struttura. Unisce mirabilmente due tendenze morfologiche del romanico: la pianta longitudinale basilicale a tre navate e quella radiale a pianta centralizzata, tipica dei battisteri.
Le sue navate sono impreziosite da pilastri e colonne di varie forme, capitelli romanici e affreschi del XIV-XVI secolo. Oltre alle preziosissime reliquie di San Flaviano, Montefiascone custodisce un’altra reliquia legata alla sua storia: il sepolcro di Johannes de Rupescissa, il chierico tedesco che diede origine alla leggenda del vino “Est, Est, Est!”.
Bolsena: tra miracoli eucaristici e martiri antiche
La basilica di Santa Cristina a Bolsena è in realtà un complesso monumentale di notevole interesse. Al suo interno si trova la piccola basilica ipogea, eretta sul luogo del sepolcro della santa bolsenese martirizzata nel IV secolo, annessa una suggestiva catacomba paleocristiana. Un altare, assemblato con pezzi di varie epoche, spicca per la presenza di una pietra lavica che, secondo la tradizione, conserva le impronte del corpo di Santa Cristina.
Imperdibile la Cappella Nuova del Miracolo, edificata a partire dal 1693, che custodisce le lastre di marmo macchiate, secondo la fede, dal sangue del miracolo eucaristico avvenuto nel 1263. La basilica medievale, intitolata anch’essa a Santa Cristina, è tradizionalmente legata alla figura di Matilde di Canossa.
Acquapendente: sulle orme del Santo Sepolcro
La Basilica del Santo Sepolcro ad Acquapendente conserva una cripta ad oratorio di epoca romanica (X-XI secolo), oggi splendidamente restaurata e consacrata nel 1149. Al suo interno si trova il sacello dell’Aula del Pretòrio di Ponzio Pilato, che custodisce, secondo la tradizione, due piccole pietre macchiate del sangue di Cristo.
Un affresco di cristianizzazione antica
Questo breve elenco rappresenta solo alcuni dei centri che hanno visto la prima cristianizzazione del territorio. Molti luoghi di culto sono stati eretti su siti preesistenti, testimonianza di un profondo rispetto e continuità con le sacralità del passato, rimaneggiati e arricchiti nel corso dei secoli. Le vestigia etrusche, romane e medievali si fondono in un unicum straordinario, offrendo un viaggio nella storia della fede e dell’arte.
Tra questi, spiccano anche:
Basilica di San Pietro (Tuscania): sebbene la datazione sia incerta (IX-X secolo), sorge sull’acropoli dell’antica città etrusca, riutilizzando strutture preesistenti visibili nella cripta.
Chiesa di Santa Maria Nuova (Viterbo): documentata dal 1080, è una delle chiese più antiche di Viterbo, con uno stile romanico-longobardo e un chiostro longobardo.
Cattedrale di San Lorenzo (Viterbo): considerata la chiesa più antica di Viterbo, sorta, secondo la tradizione, sulle rovine d’un tempio pagano. L’attuale impianto romanico risale alla fine del XII secolo.
Santa Maria delle Colonne (Grotte di Castro): risalente al XII-XIII secolo, è stata recentemente restaurata, riportando alla luce affreschi del XV secolo e l’affresco ottocentesco di Gesù Crocifisso. La facciata a capanna con timpano a mosaico domina il paesaggio circostante.
La Tuscia viterbese continua così a svelare i suoi tesori, invitando a un viaggio alla riscoperta delle proprie radici, un’immersione in un patrimonio religioso che è specchio della sua millenaria storia.
© Maurizio Di Giovancarlo / Tuscia Fotografia / La Fune




































