La Tuscia tra i luoghi più radioattivi del mondo secondo l'Onu
viterbo
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L'alto tasso di radiazioni nella zona del viterbese e dell'orvietano sarebbe dovuta alla presenza di particolari rocce di tipo vulcanico

Viterbo tra i luoghi più radioattivi al mondo. Un primato di cui essere poco felici quello appena arrivato nella Tuscia, che si unisce ad altre cinque aree caratterizzata da un’eccessiva presenza di radiazioni.

Secondo i dati forniti dall’Onu, il fondo di radioattività naturale (Frn) del viterbese si aggira intorno ai 5 mSv (millisievert) annua, che supera di gran lunga la media mondiale che si attesta sui 2,4 mSv. Per fare un esempio concreto dell’unità di misura, diciamo che una radiografia all’addome o una mammografia comportano una dose di radiazioni inferiori a 1 mSv. Una tac addominale a circa 8. Quasi il 12% della radioattività naturale è dovuta ai raggi cosmici, dai quali siamo in parte protetti dall’atmosfera e dal campo magnetico terrestre.

L’alto tasso di radiazioni nella Tuscia è presto spiegata: la presenza di particolari rocce di origine vulcanica, come il tufo, presente in gran parte della provincia e che rilascia lentamente e in quantità non preoccupanti Radon, un gas usato in radioterapia. Ed ecco spiegata le radiazioni nella Tuscia, ma questo ci è poco di conforto.

Insieme a Viterbo, tra i luoghi più radioattivi del mondo ci sono: Ramsar (Iran), Karunagappalli (India), Guarapari (Brasile), Arkaroola (Australia) e Yangjiang (Cina).

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

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