La Tuscia non è terra di giovani. I dati del Sole24Ore raccontano la crisi vera di un territorio
Viterbo-dallalto
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Da una parte il calo delle nascite con 100 mila fiocchi rosa e azzurri in meno rispetto al 2016, dall’altro il tasso sempre crescente di invecchiamento della popolazione e l’innalzamento dell’età pensionabile e ancora le famiglie straniere che mettono al mondo più figli e che dividono l’opinione pubblica.

di Michela Di Pietro

Da una parte il calo delle nascite con 100 mila fiocchi rosa e azzurri in meno rispetto al 2016, dall’altro il tasso sempre crescente di invecchiamento della popolazione e l’innalzamento dell’età pensionabile e ancora le famiglie straniere che mettono al mondo più figli e che dividono l’opinione pubblica.

I dati dell’Indice di Gioventù degli Italiani del Sole24Ore parla chiaro: la Tuscia non è più la terra per i giovani. Dai dati statistici in esame, sempre più coppie decidono di allargare la famiglia fuori dal capoluogo o lontano dalla famiglia e quindi far crescere i propri figli in altre regioni che, soprattutto per ragioni lavorative e di migliore
qualità della vita, si ritengono adatte.

L’indagine è stata condotta mettendo in rapporto, comune per comune, i dati degli under 18 con quello degli over 65 censiti dall’Istat a Gennaio 2017 e il quadro che ne esce non è dei più rosei: in quasi tutti i paesi della Tuscia i ragazzi alla soglia dei 18 anni sono molto di meno rispetto agli over 65, tutto questo in linea con la media del
resto del Centro Italia, area più demograficamente depressa del paese.

Tra i comuni più “vecchi” del territorio spiccano Tessennano (37 under 18 e 128 over 65) e Latera ( 71 under 18 e 287 over 65), in sintesi un minorenne su quattro. Il podio dei comuni virtuosi se lo aggiudicano Vitorchiano e Monterosi dove, in entrambi i casi, i ragazzi superano gli over 65.

Nel capoluogo l’indice di gioventù si attesta su cifre molto vicine alla media nazionale, con 11007 under 18 e 15360 over 65.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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