La Tuscia nella morsa del caldo. Malore per un anziano
caldo
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La Tuscia è stretta nella prima ondata di caldo estivo, con temperature fino a 36 gradi e i primi malori legati all’afa. Autorità e medici raccomandano prudenza, idratazione e attenzione alle fasce più fragili.

VITERBO – Il caldo è arrivato prepotente sulla Tuscia, trasformando le giornate in un susseguirsi di ore afose e temperature in costante aumento. Dopo un inizio di stagione piuttosto mite, il territorio sta ora sperimentando i primi veri e propri disagi legati all’afa, con la colonnina di mercurio che sfiora valori elevati e rende difficile affrontare le ore centrali della giornata.

Proprio oggi, 14 giugno, intorno alle 13.30, un anziano è stato colto da un malore nei pressi del Sacrario, nel cuore di Viterbo. L’uomo si è accasciato a terra, probabilmente a causa di un colpo di calore, sotto gli sguardi preoccupati dei passanti. Grazie alla prontezza di chi si trovava sul posto, è stato possibile prestare i primi soccorsi in attesa dell’arrivo del personale sanitario. L’anziano si è ripreso poco dopo ed è stato affidato alle cure dei medici.

In un quadro simile, è fondamentale adottare comportamenti prudenti: evitare di uscire durante le ore più calde, bere con regolarità, scegliere pasti leggeri e indossare abiti chiari e leggeri. Un’attenzione particolare va riservata a bambini, anziani e persone con fragilità, più esposti ai rischi legati alle alte temperature.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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