"La Tuscia lavorerà per argomentare la propria contrarietà al deposito nucleare"
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VITERBO - "Per questo, nei prossimi giorni la Provincia farà da cabina di regia per la costituzione di un tavolo politico istituzionale e un tavolo tecnico che possano da subito lavorare su un documento condiviso nel quale riportare gli spunti e le osservazioni emerse durante il confronto".

VITERBO – “La videoconferenza che si è svolta sul tema dei rifiuti radioattivi promossa dalla Provincia di Viterbo rappresenta un passaggio molto importante per il nostro territorio – così dalla segreteria provinciale del Partito Democratico -.

Grazie agli interventi del sottosegretario Roberto Morassut, dell’assessore regionale Massimiliano Valeriani, dei rappresentanti istituzionali del viterbese e dei sindaci sono stati evidenziati tutti gli aspetti di una vicenda molto complessa che il nostro paese ha deciso definitivamente di affrontare.

La realizzazione del deposito unico nazionale dei rifiuti nucleari è una necessità per ragioni di sicurezza ambientale ed economicità ma per l’individuazione del sito idoneo è indispensabile un processo decisionale che renda trasparenti tutti gli elementi in campo e preveda un ruolo attivo delle comunità locali chiamate in causa.

Lo stesso Morassut infatti ha manifestato la disponibilità all’ascolto da parte del governo evidenziando come su una materia come questa non possono esserci semplicemente decisioni calate dall’alto.

È stato importantissimo registrare, in questi giorni, una larghissima condivisione tra gli amministratori, le istituzioni e i portatori d’interesse. La risposta è stata immediata e corale a fronte della pubblicazione dei 67 possibili siti avvenuta lo scorso 5 gennaio e che ha generato apprensione e preoccupazione.

La Tuscia è un territorio che intende difendere le ragioni del proprio modello di sviluppo e lavorerà nelle prossime settimane per elaborare tutte le osservazioni necessarie a motivare la più ferma contrarietà alla collocazione all’interno di questa provincia del sito nazionale di stoccaggio.

L’assessore regionale Valeriani ha rimarcato che la contrarietà non nasce dalla logica “non nel mio giardino” ma piuttosto dalla reale vocazione di un territorio. Ha ricordato inoltre quanto la nostra regione abbia dato negli anni un contributo importante in termini di depositi e nucleare e quanto possa essere inopportuna anche in termini di sicurezza la scelta di un deposito nazionale così ravvicinato alla capitale d’Italia.

Il consigliere regionale Enrico Panunzi ha evidenziato come non possono bastare due mesi di tempo per presentare in modo compiuto le valutazioni e le osservazioni e che occorre per questo chiedere nelle sedi opportune la dilazione di questi tempi come sollecitato dagli interventi di alcuni amministratori. Ha inoltre comunicato di aver presentato un ordine del giorno che impegna la giunta regionale a redigere osservazioni al fine di manifestare la contrarietà della Regione Lazio all’individuazione del deposito nazionale sul territorio regionale tenendo conto di una serie di elementi relativi a tutela del paesaggio, della salute e relativi alle infrastrutture.

Riteniamo fondamentale che si uniscano tutte le forze per mettere a frutto il bagaglio di competenze e professionalità di cui dispone il viterbese per far valere le nostre peculiarità e potenzialità che sono alla base di un reale progetto di sviluppo.

Per questo, nei prossimi giorni la Provincia farà da cabina di regia per la costituzione di un tavolo politico istituzionale e un tavolo tecnico che possano da subito lavorare su un documento condiviso nel quale riportare gli spunti e le osservazioni emerse durante il confronto”.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
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“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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