La Torretta, gli utenti: "È un rifiuto dei pellegrini, così la Francigena perde il suo spirito"
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Sono molte le reazioni che si sono registrate alla notizia della chiusura dell’Ospitale La Torretta, la struttura chiusa d’ufficio dal nuovo priore del convento della Trinità. Una struttura che si era fatta apprezzare in tutta Italia e in tutto il mondo per la disponibilità e l’accoglienza dei camminatori della via Francigena

Da un tenero “peccato” al “rifiuto nei confronti dei Pellegrini”. Sono molte le reazioni che si sono registrate alla notizia della chiusura dell’Ospitale La Torretta, la struttura chiusa d’ufficio dal nuovo priore del convento della Trinità. Una struttura che si era fatta apprezzare in tutta Italia e in tutto il mondo per la disponibilità e l’accoglienza dei camminatori della via Francigena.

Ed è da tutto il paese che su Facebook gli utenti scrivono la propria solidarietà ai gestori dell’Ospitale e non mancano nemmeno delle più forti lamentele nei confronti del Priore stesso. “Mi continuo a domandare – scrive Ivo dal Friuli Venezia Giulia – se questo nuovo Priore conosce i dettami di Papa Francesco riguardo la misericordia e l’accoglienza”. Anna, che scrive da Genova, parla di una “via Francigena che incomincia a perdere il suo spirito” e che inizia a commercializzarsi troppo. Poi c’è chi parla di rifiuto dei pellegrini e molti che esprimono la propria amarezza ricordando il proprio passaggio a Viterbo, proprio presso l’Ospitale. “Peccato – commenta Luca – ero riuscito ad andarci a settembre e mi trovavo molto bene”.

Un altro Luca, da Firenze, dice che è un peccato, “perché era l’unica opzione a Viterbo”. Stefano da Pisa invece sostiene che “la Torretta è stata una delle migliori quando nel 2015 ho fatto la Francigena da san Miniato a Roma”. Ma è un viterbese a rilanciare una polemica mai sopita in Città, dove le realtà culturali fanno fatica. “A Viterbo – dice Maurizio – la cultura è birra e salsicce”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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