La tombola vivente vignanellese in trasferta a Viterbo
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VITERBO - L'appuntamento domani pomeriggio alle 16 a piazza del Plebiscito.

VITERBO – Il gioco da tavolo che unisce le generazioni è senz’altro la tombola, conosciuta e amata da adulti e bambini, è un immancabile appuntamento durante le festività natalizie.

A Vignanello, dieci anni fa, si è trasformata da tradizionale gioco in famiglia in una manifestazione molto divertente e seguitissima, in cui i veri protagonisti del gioco sono i numeri. E non i classici numeretti di legno estratti dal caratteristico paniere di vimini, ma addirittura numeri viventi.

Quest’anno per festeggiare la decima edizione ci sarà un’iniziativa eccezionale: la Tombola vivente vignanellese, per la prima volta andrà in trasferta, “per portar gioia e sollazzo al capoluogo”.

Il primo grande evento di piazza del 2020 è targato Viterbo Christmas e andrà in scena sabato 4 gennaio, in piazza del Plebiscito, alle 16. Uomini e donne vestiti con un sacco di iuta numerato saranno estratti in modo originale, inoltre ci saranno una sfilza di altri simpatici personaggi che conoscerete il 4 gennaio.

Ognuno dei novanta numeri avrà il suo momento di gloria, al momento dell’estrazione declamerà un detto in dialetto. Un omaggio alla smorfia partenopea che associa ogni numero a un significato ben preciso.

E come ogni tombola che si rispetti c’è anche un ricco piatto da vincere, un vero e proprio secondo “giro grasso” per chi farà ambo, terno, quaterna, cinquina e tombola.

In questi giorni vi sarà capitato di vedere degli strani numeri girare per Viterbo intenti a vendere le cartelle. Se non li avete visti non c’è problema, chi volesse partecipare alla grande tombolata può acquistare le cartelle nella biglietteria di piazza del Gesù, al costo di 5 euro cadauna.

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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