La testa dell'imperatore Augusto torna a Nepi. Rubata e piazzata sul mercato clandestino 40 anni fa era finita in Belgio
roma
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Dovrebbe tornare al proprio posto, all'interno del museo civico di Nepi, entro l'anno. A 2mila anni esatti dalla morte del grandioso imperatore.

Risolto il giallo della testa di Augusto scomparsa dal museo civico di Nepi circa 40 anni fa. Era finita a Bruxelles, in un museo della capitale belga. Se ne erano perse misteriosamente le tracce e ora eccola irrompere di nuovo in scena, a 2mila anni esatti dalla morte del grande imperatore romano.

Il ritrovamento è figlio di una buona operazione condotta dagli investigatori viterbesi, che in questi ultimi anni stanno ottenendo eccellenti risultati nel recupero del patrimonio artistico della Tuscia.

L’inchiesta è stata coordinata dal procuratore capo Alberto Pazienti, che ha aperto il fascicolo in seguito a una segnalazione dei finanziari del Gruppo Tutela Patrimonio Artistico della Finanza di Roma. Gli investigatori hanno ricostruito la dinamica degli ultimi 40 anni di vista della testa marmorea. Dopo la sottrazione dal museo di Nepi, il reperto archeologico avrebbe viaggiato verso la Svizzera, qui l’acquisto da parte del museo belga. La direzione del museo stessa, sollecitata dalla procura viterbese, si è dichiarata intenzionata alla restituzione dell’opera d’arte.

L’importante momento del ritorno dovrebbe avvenire entro l’anno.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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