La terza foto di Santa Rosa scelta da La Fune è della signora Giuliana Di Prospero
Foto Giuliana Di Prospero
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VITERBO - Abbiamo chiesto a Giuliana di raccontarci cosa è per lei questa festa così sentita a Viterbo e il perché del suo scatto. Riportiamo fedelmente il suo intervento.

VITERBO – La signora Giuliana Di Prospero è per noi l’autrice di uno degli scatti più belli di questa edizione della festa di Santa Rosa tra quelli inviati alla redazione de La Fune. 

Abbiamo chiesto a Giuliana di raccontarci cosa è per lei questa festa così sentita a Viterbo e il perché del suo scatto. Riportiamo fedelmente il suo intervento.

“Nasce tutto da mia madre, nata il 2 settembre, per cui fu chiamata Rosa poi il 3 la Macchina  in cui mio padre è stato un facchino e il 4 il suo onomastico e la grande fiera. Tre giorni di festa memorabili da sempre.

Poi ho avuto un figlio cresciuto da me a pane e Santa Rosa, tanto è l’entusiasmo che gli ho trasmesso e dura immutato da allora. Con fede, speranza e orgoglio  sostenne la prova di portata e fu ammesso dopo il secondo anno. Orgoglio mio alle stelle vedere il suo impegno, la sua forza, la sua fede verso la piccola Santa. Vivo con ansia ogni anno la sua prova di portata e il Trasporto perché so quanto ci tiene e che deve superare bene.

Perché ho scelto la foto del bucato della sua divisa? Perché quel borsone che mi riporta il giorno dopo con  la sua divisa sudata e stropicciata  esprime la sua forza  e fede per un evento che tutta la città aspetta per un anno intero e che lui e altri centinaia di facchini non vogliono deludere. Quella divisa lavata, stirata e custodita con cura e con amore da me è  il più bel vestito che ha nell’armadio mio figlio e che indossa per Lei, per  Santa Rosa, per la nonna in cielo e per tutti i viterbesi.  Cordialmente”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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