
L’amministrazione è zoppa da un anno: la commissione urbanistica e lavori pubblici è senza presidenza dal luglio 2015. È un vero e proprio rompicapo per la maggioranza questa terza commissione consiliare, fondamentale per l’analisi delle pratiche urbanistiche, che non viene più convocata da mesi a causa delle difficoltà ad eleggere un presidente ed un vice.
Tutto ebbe inizio con la rottura, annunciata da tempo, di Goffredo Taborri con la maggioranza. Il consigliere, oggi capogruppo di Conservatori e Riformisti, era il presidente della Commissione e si dimise dalla presidenza non appena decise di passare in minoranza. Una forma di rispetto per quella che era stata casa sua. Un gesto che doveva aprire le porte ad una nuova elezione.
La palla passò così a Gianmaria Santucci che in un mese provò a convocare la commissione per provare a rieleggerne il presidente. Resosi conto dell’impossibilità di ottenere il risultato anche Santucci diede le dimissioni, nella speranza che la maggioranza accelerasse sul tema. Da allora invece più nulla.
I numeri della Commissione infatti non rispettano le proporzioni del 60\40 previste dal Regolamento del Consiglio comunale. Il passaggio di Taborri all’opposizione infatti impone un accordo trasversale per l’elezione del presidente e del vice per il quale servono 6 voti e la presenza di almeno 8 consiglieri (i 2\3 dei componenti). Insomma senza l’accordo tra maggioranze e minoranza non se ne fa nulla, e la commissione permanente rimane bloccata.
Una situazione simile la vive la quarta commissione, per la quale il vuoto invece c’è da fine anno.


















