La terme viterbesi promosse dal Corriere della Sera
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In un articolo on line vengono elencate le migliori terme nei dintorni della Capitale. La Tuscia spicca grazie al Bullicame

“Tappa obbligata per gli amanti delle terme è Viterbo” queste le parole della giornalista de Il Corriere della Sera, nel corso di un articolo sulle migliori zone termali nei pressi della Capitale. Da Saturnia a Stigliano passando per il Bullicame di Viterbo, l’articolo elenca i migliori posti dove immergersi nel caldo all’arrivo del freddo e della stagione grigia.

Un momento di relax apprezzato anche dagli antichi romani, che ora più che mai è bene godersi prima che le temperature diventino ancora più rigide e si entri pienamente nell’inverno. Un viaggio fra le migliori “pozze” d’acqua calda, che siano in una Spa di lusso o al centro della natura, poco importa.

“La fonte Bullicame, una delle stazioni dell’antica via Francigena citata anche nell’Inferno di Dante. L’alta temperatura dell’acqua sulfurea (58°) permette anche in autunno di potersi immergere, nelle piscine naturali all’aperto circondati da una nuvola di vapore. Stesso discorso per le più conosciute acque di Saturnia, che da oltre tre millenni sgorgano alla temperatura costante di 37° attraverso centinaia di piccoli geyser e spettacolari soffioni e discese”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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