La tempesta "in un bicchiere d'acqua", sì all'aumento delle bollette Talete da Palazzo dei Priori. Leghisti "annacquati", Pd alla deriva
Comune di Viterbo
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VITERBO - Maggioranza compatta grazie al passo del gambero messo in scena dalla Lega. Pubblicamente il Carroccio aveva annunciato fuoco e fiamme nel consiglio straordinario di questo 5 febbraio. Una partenza da incendiari - con tanto di contrarietà e barricate annunciate, nelle scorse settimane, per impedire l'aumento dell'acqua - e un arrivo da pompieri al momento del voto. 

VITERBO – Talete, tempesta perfetta in consiglio comunale. Da Palazzo dei Priori il sostegno alla decisione del sindaco Giovanni Arena (in realtà rappresentato all’assemblea dei soci Talete da Giulio Marini) di dare il proprio ok all’aumento del 7% delle tariffe dell’acqua in bolletta Talete.

Maggioranza compatta grazie al passo del gambero messo in scena dalla Lega. Pubblicamente il Carroccio aveva annunciato fuoco e fiamme nel consiglio straordinario di questo 5 febbraio. Una partenza da incendiari – con tanto di contrarietà e barricate annunciate, nelle scorse settimane, per impedire l’aumento dell’acqua – e un arrivo da pompieri al momento del voto. 

Gli “Arena men” sono stati tutti d’un sentimento, concordi sull’opportunità di rendere più salata l’acqua dell’Ato 1 ai cittadini. Rincaro che, come esposto dal nuovo cda Talete, sarà funzionale a interventi strutturali che dovrebbero permettere già dal 2022 una riduzione dei costi in bolletta. 

Alla deriva anche il Partito Democratico, con Alvaro Ricci che balla da solo e in contrapposizione a quanto espresso dal capogruppo dem Luisa Ciambella e dall’altro consigliere democratico Martina Minchella. Alla base delle divergenze di partito vecchie questioni di correnti. 

Così la mozione Erbetti (presentata dal consigliere pentastellato), firmata anche da Viva Viterbo, Viterbo2020 e dal tandem Luisa Ciambella-Martina Minchella è affogata. Mozione che prevedeva il mandato ad Arena di attivarsi per revocare il proprio voto positivo all’aumento tariffario espresso all’assemblea dei sindaci. Passo che avrebbe mandato sott’acqua il piano del cda Talete, in quanto Viterbo è azionista principale della società pubblica che gestisce il servizio idrico locale.

Approvato, con un voto trasversale, l’ordine del giorno sottoscritto da Ricci, Francesco Serra, Patrizia Frittelli e Lina Delle Monache. Buono anche per la maggioranza, ingozzato anche dai leghisti che -per bocca del capogruppo Ludovica Salcini – hanno chiesto l’impegno politico affinché le somme derivanti dall’aumento idrico siano stanziate in investimenti strutturali come le strade. Un’idea piuttosto confusa e bizzarra, a onor del vero.

L’acqua costerà di più. Palazzo dei Priori ha deciso. La maggioranza si è allineata alla decisione di Arena, a dare forza Ricci, Serra, Frittelli e Lina Delle Monache. Questi ultimi in linea con il comportamento dei sindaci Pd all’assemblea dei soci Talete. 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
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“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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