
VITERBO – Passano gli anni, passano i sindaci e nonostante le promesse (ricordiamo anche quella di Michelini datata 2015 oltre a quella di Chiara Frontini dello scorso anno) la targa che ricorda la deportazione degli ebrei viterbesi a Porta della Verità campeggia a diversi metri sopra le teste dei passanti.
Bisognerebbe approfondire le ragioni per cui quando venne posizionata fu scelto sostanzialmente “di nasconderla” alla vista. Ma un errore perseverato porta la questione da una dimensione umana a una diabolica.
Anche quest’anno il presidente Anpi Enrico Mezzetti è tornato a fare notare il fatto. Ci auguriamo che non rimanga ancora inascoltato, dovendo ripetere nel 2025 le stesse parole. L’occasione di riaccendere i riflettori sulla vicenda è stato il momento di celebrazione della Giornata della Memoria tenuto stamattina davanti al civico 19 di via della Verità.
Qui dove vennero rastrellati e portati nei campi di concentramento Emanuele Vittorio Anticoli, Bruno Di Porto e Letizia Anticoli. Abitavano proprio lì, dove campeggiano anche tre pietre d’inciampo.
Quest’anno la celebrazione è stata organizzata dagli studenti dell’istituto Fantappiè, guidati dalla dirigente scolastica Valeria Monacelli. Gli studenti hanno realizzato un momento molto intenso di incontro e scambio con letture e musiche. Presenti diversi rappresentanti delle istituzioni del territorio.

















