La strada aperta da Franceschini e la sfida che la Tuscia deve vincere
viterbo
CNA 800x120
C'è un nuovo mondo là fuori. Saperlo leggere in anticipo, riuscire a entrarci dentro significa avere benessere, lavoro, tranquillità. Il ministro Franceschini sta aprendo delle strade, Viterbo riuscirà a mettersi in moto? Un'idea.

Il futuro dell’Italia? Nel patrimonio storico-artistico e in tutto il mondo di professionalità e competenze che ci girano intorno. I movimenti che è possibile registrare sul fronte Dario Franceschini, ministro dei Beni e delle Attività Culturali, vanno in questa direzione.

Per chi sa guardare con attenzione è chiaro che sta montando un’onda buona e i territori con un patrimonio storico-artistico di un qualche significato, posizionati strategicamente rispetto ai principali “giacimenti” di musei e aree di maggiore rilevanza archeologica (Roma, Firenze, Napoli, Venezia) hanno un’occasione vera di vivere un nuovo Rinascimento. Parliamo di formazione, valorizzazione del patrimonio, turismo, merchandising collegato (artigianato), ergo parliamo di lavoro.

Uno degli assi strategici da cui è possibile costruire questo nuovo sviluppo è la formazione. Ai fini del ragionamento è utile riportare quanto scriveva in data 24 agosto sul Corriere della Sera Paolo Conti:

 

Lo stralcio dell’articolo del Corriere della Sera

“Capita in ogni viaggio di stato. Succede sia a Matteo Renzi che a Paolo Gentiloni. La domanda è sempre la stessa: è possibile inviare studenti già laureati a specializzarsi in restauro e tutela dei beni culturali? Il nostro Paese è considerato un’autorità indiscussa nel campo del patrimonio storico-artistico: tutela, restauro, valorizzazione. Nonostante le nostre polemiche interne questa è l’immagine dell’Italia.

Tecnici, archeologici, esperti in delicatissimi ripristini sono spesso chiamati in zone di guerra. L’ultima spedizione pochi giorni fa: Alessandro Bianchi, del’Istituto superiore per la conservazione e il restauro e il restauratore Marco Di Bella hanno tenuto un corso di formazione al Museo Nazionale di Baghdad anche per addestrare i tecnici all’uso del laboratorio di restauro donato dall’Italia. Iniziative che fanno onore al nostro Paese. Ma la richiesta è una vera e propria scuola. Il ministro per i Beni e le attività culturali ha deciso di dare vita a una scuola del patrimonio, aperta si agli studenti italiani, che abbiano già concluso l’iter universitario, che a studenti stranieri ma in base ad accordi bilaterali con i singoli Paesi. I fondi ci sono, quasi sei milioni di euro. Recuperati dalla Scuola dei beni e delle attività culturali e del turismo, mai veramente avviata nonostante l’approvazione della legge e dello statuto.

Dice Franceschini: “Abbiamo individuato la sede, la Reggia borbonica di Quisisana a Castellammare di Stabia, ripristinata da poco tempo e inutilizzata. Pensiamo a una scuola che si basi su alcuni piloni formativi: la tutela, il restauro, la valorizzazione, una sezione dedicata all’archeologia in collaborazione con la prestigiosa Scuola Archeologica di Atene.

La vicinanza della reggia con Pompei realizzerà un asse con le nostre eccellenze in quel campo. Nasceranno nuove professionalità nel nostro Paese.

Ma Franceschini soprattutto vuole avviare da subito il progetto di formazione internazionale, in lingua inglese, che in futuro dovrebbe attirare un centinaio di studenti da tutto il mondo. Come sede stabile della scuola c’è chi vorrebbe poter utilizzare lo storico palazzo Nardini in via del Governo Vecchio a Roma, stabile quattrocentesco abbandonato ed ex Casa della Donna, di proprietà della Regione Lazio”.

 

Le conclusioni per ripensare il futuro

Tutto questo per mettere in evidenza un certo clima che si sta creando. Tutto questo per dire che c’è un’occasione, c’è un mercato. Per dire che, come riporta il Corriere della Sera, “la domanda è sempre la stessa: è possibile inviare studenti già laureati a specializzarsi in restauro e tutela dei beni culturali?”.

A questo punto, considerando la vicinanza di Viterbo con Roma, l’accesso rapido a siti archeologici di rilievo e la disponibilità di “giacimenti” ancora intatti (esplorati solo dai tombaroli) in tantissime parti della Tuscia, non è follia pensare di inserire la città dei papi e dei lucumoni in questo mercato della formazione. Formazione che poi è funzionale anche alla riscoperta e valorizzazione, divulgazione scientifica e commerciale. Insomma c’è un mondo.

Ci è anche venuto in mente un luogo, da offrire al ministro Franceschini. Si tratta di Villa Tedeschi, una magnifica struttura su viale Trieste, di cui la Camera di Commercio dovrà presto liberarsi. Quella potrebbe essere la sede centrale di una scuola di prestigio. E’ chiaro che riuscire a vincere una partita del genere significa mettere un tassello bello grande sulla ripresa di questo territorio. Tutto questo interessa alla classe dirigente viterbese? Lo ritiene un’impresa possibile? Oppure continueremo a dormire sonni tranquilli sperando che prima o poi arrivi la manna dal cielo?

800x120 (1)
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Onda
domenicale post
POST FB 02
Masicar300x300-optimize
Jeep_Compass_apex_300x300_200
asvis 2
monastero interno
Fune 300x300
lafune_300 x 600
Foto Fisioterapy Center
TdP_Inalazioni
aiac_banner_01