La statua di Sant'Andrea sale di corsa le scale del duomo di Amalfi

Trenta novembre, giorno di Sant'Andrea. Una festa importante per i viterbesi ma che ha il suo centro nella bella Amalfi, che custodisce il corpo dell'apostolo di Cristo e fratello di Pietro.
Trenta novembre, giorno di Sant’Andrea. Una festa importante per i viterbesi ma che ha il suo centro nella bella Amalfi, che custodisce il corpo dell’apostolo di Cristo e fratello di Pietro.
Anche questo importante appuntamento quest’anno subisce le restrizioni rese necessarie dalla pandemia Covid-19 ma abbiamo voluto riprodurre un filmato che racconta la tradizione di riportare di corsa, affrontando le impegnative scale del duomo di Amalfi, la statua del santo rigorosamente a spalla.

Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi

















