La squadra di calcio dei richiedenti asilo\rifugiati della Tuscia: ecco Maledette frontiere
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Attualmente, Maledette Frontiere si allena presso il complesso sportivo della Barco-Murialdina Asd ed è in cerca di collaborazioni. Per ulteriori informazioni si può consultare anche la pagina Facebook del team. Per contatti invece il sito di Arci Viterbo.

Maledette Frontiere. È il nome della squadra di calcio, nata nel 2015, formata da ragazzi richiedenti asilo e rifugiati accolti in provincia di Viterbo nei progetti di integrazione gestiti da Arci Solidarietà Viterbo Onlus.

“Convinti che lo sport, e in particolare il calcio, possa contribuire a migliorare i rapporti relazionali tra i cittadini e i migranti e rendere più efficaci i percorsi di inclusione sociale – spiega Arci – da circa due anni e mezzo Maledette Frontiere è impegnata in iniziative di carattere ludico-sportivo contro il razzismo”.
La squadra ha preso parte a vari tornei amatoriali, con il coinvolgimento di associazioni e cooperative che si occupano di accoglienza sul territorio e squadre locali. Ogni anno poi partecipa, grazie alla collaborazione del Settore Detenzione di Arci Solidarietà Viterbo Onlus, al torneo che si svolge presso La Casa Circondariale Mammagialla di Viterbo tra richiedenti asilo e detenuti.

Attualmente, Maledette Frontiere si allena presso il complesso sportivo della Barco-Murialdina Asd ed è in cerca di collaborazioni. Per ulteriori informazioni si può consultare anche la pagina Facebook del team. Per contatti invece il sito di Arci Viterbo.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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