

VITERBO – Quello dell’oppositore è un mestiere e nella cassetta degli attrezzi di chi siede in minoranza c’è anche lo strumento della mozione di sfiducia. Serve per mandare a casa il sindaco in carica, tornare alle urne e cercare di vincere. Un tasto che, alla vigilia della nascita del Frontini bis (con il primo rimpasto a due anni e mezzo dall’inizio del mandato) tutto l’arco della minoranza sta battendo in maniera indistinta.
Possiamo essere d’accordo oppure no, ma meglio rimanere sul piano della concretezza. Le opposizioni gridano, con diverse sensibilità, che sarebbe ora di mandare a casa la sindaca Frontini. Le attribuiscono disastri su disastri e invitano i consiglieri di maggioranza ad avere la dignità di mandarla a casa. Come se esistesse un ufficio di assegnazione della medaglietta di dignità, ma anche questo fa parte del gioco dei ruoli.
La domanda che in questo scenario ci sembra interessante porre è questa: mandare a casa Chiara Frontini per sostituirla con chi? Se lo chiedessimo a uno ad uno dei consiglieri di opposizione non saprebbero dare una risposta. Il centrosinistra potrebbe pensare di ricandidare Alessandra Troncarelli, persona sicuramente valida e capace, ma per farlo dovrebbe non avere compreso la lezione politica che gli è stata impartita alle ultime votazioni. O trovano un candidato “potabile” anche per elettori di centro e un pochino anche di centrodestra o quella roba si ferma al ballottaggio. Hanno qualche altra figura possibile per tentare davvero la conquista di Palazzo dei Priori? Loro sanno cosa rispondere.
Più complessa ancora la questione nel centrodestra, campo dove è storicamente più facile costruire la vittoria a Palazzo dei Priori ma non più dalla congiura dei partiti con cui venne “pugnalato” con la penna (davanti a un notaio) il sindaco Giovanni Arena. Chi potrebbe candidare il centrodestra in questo momento? A essere onesti le figure più significative che avrebbero a disposizione sono tutte fuori mercato perché cresciute di livello: Mauro Rotelli, Daniele Sabatini e Antonella Sberna. Con loro fuori dai giochi di Palazzo dei Priore chi rimane?
Senza figure forti rischiano infatti lo sfaldamento in diverse piccole candidature come accaduto nel 2022, che infatti furono perdenti. Buttare giù Chiara Frontini per andare dove? Ma questo lo sanno bene “i maggiorenti” di tutte le forze che siedono tra i banchi dell’opposizione in Comune. Forse questa dimensione di ragionamento sfugge alle terze-quarte file, agli egocentrici, a chi magari si “sovrastima” e pensa chissà quale mirabolante impresa da vivere. Chi decide davvero, chi ha interessi veri, chi concepisce la politica come gestione del territorio e non come una sequenza di arrembaggi non ha la risposta alla domanda: chi dopo Frontini? Un fatto sostanziale che rende questa parentesi che precede il Frontini bis, che inizierà a ottobre, una sorta di teatro delle parti. In sintesi la temperatura a Palazzo dei Priori è alta solo per chi vende termometri rotti.

















