La sovrintendenza non blocca le ex Terme Inps, problemi al Paliano
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VITERBO - Dopo che aver scoperto che la Sovrintendenza intendesse vincolare una grande fetta di territorio per "notevole interesse pubblico", il sindaco Arena si è recato al Ministero dei Beni Culturali a Roma per avere delucidazioni in merito al futuro dei tanti progetti a sfondo termale di Viterbo.

VITERBO – Dopo che aver scoperto che la Sovrintendenza intendeva vincolare una grande fetta di territorio per “notevole interesse pubblico”, il sindaco Arena si è recato al Ministero dei Beni Culturali a Roma per avere delucidazioni in merito al futuro dei tanti progetti a sfondo termale di Viterbo.

Da Porta Faul a Vetralla, fino a giungere alle Masse di San Sisto e fino alla trasversale e la strada Tuscanese, circa 1600 ettari di suolo viterbese sono stati posti sotto tutela. Tuttavia, Arena ha specificato che lo sviluppo termale della città non sarà bloccato: “Intendono solo preservare la zona dalla cementificazione. La cubatura dell’ex impianto Inps è però già esistente e la sua finalità resta quella termale”, ha dichiarato.

I problemi sembrano invece essere legati al Paliano, dove era previsto un progetto dalla volumetria consistente, comprensivo di abitazioni. La Sovrintendenza vuole impedire lo sviluppo edilizio dell’area per non stravolgere il territorio, dato il suo alto valore archeologico e naturale.

Si tratta di un progetto vecchio di anni, ha poi sottolineato Giovanni Arena, e ora si è giunti alle sue battute finali prima dell’attuazione.

 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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