
VITERBO – Dopo che aver scoperto che la Sovrintendenza intendeva vincolare una grande fetta di territorio per “notevole interesse pubblico”, il sindaco Arena si è recato al Ministero dei Beni Culturali a Roma per avere delucidazioni in merito al futuro dei tanti progetti a sfondo termale di Viterbo.
Da Porta Faul a Vetralla, fino a giungere alle Masse di San Sisto e fino alla trasversale e la strada Tuscanese, circa 1600 ettari di suolo viterbese sono stati posti sotto tutela. Tuttavia, Arena ha specificato che lo sviluppo termale della città non sarà bloccato: “Intendono solo preservare la zona dalla cementificazione. La cubatura dell’ex impianto Inps è però già esistente e la sua finalità resta quella termale”, ha dichiarato.
I problemi sembrano invece essere legati al Paliano, dove era previsto un progetto dalla volumetria consistente, comprensivo di abitazioni. La Sovrintendenza vuole impedire lo sviluppo edilizio dell’area per non stravolgere il territorio, dato il suo alto valore archeologico e naturale.
Si tratta di un progetto vecchio di anni, ha poi sottolineato Giovanni Arena, e ora si è giunti alle sue battute finali prima dell’attuazione.


















