
VITERBO – La notizia del giorno è l’aggressione verbale, con tanto di minacce, che si è consumata nel pomeriggio di ieri tra le campagne di Castel d’Asso, ai danni del giornalista Daniele Camilli, del suo giornale Tusciaweb e di tre sindacalisti della Cgil.
Il gruppo stava facendo un’azione di volantinaggio per informare i braccianti agricoli, in massima parte migranti, sui propri diritti. Il fatto viene raccontato, in tutti i particolari, su Tusciaweb.
Mentre era iniziato il contatto con i lavoratori, di ritorno dalle campagne a bordo di biciclette, sul posto arrivano tre macchine. Da queste scendono sette o otto persone. Qui l’aggressione al giornalista, che si qualifica, e ai sindacalisti. Proprio quando Camilli si qualifica iniziano a insultarlo, con toni minacciosi gli fanno presente che “deve sparire e si deve fare i cazzi suoi”.
Il giornalista e Tusciaweb stanno da tempo realizzando servizi sulla situazione dei braccianti nelle campagne del capoluogo. Sul posto c’è anche la Digos ed è questo probabilmente a evitare il peggio. Quella che si consuma è un’aggressione verbale violenta. La cronaca dell’accaduto, riportata dallo stesso Camilli in un nuovo articolo su Tusciaweb, è raccapricciante.
La Fune esprime solidarietà e vicinanza al collega Camilli, alla redazione di Tusciaweb e al suo direttore Carlo Galeotti, ai sindacalisti Cgil. Il fatto accaduto ha comunque la sua importanza perché porterà le istituzioni tutte ad accendere i riflettori sulla situazione delle campagne del capoluogo e della provincia dove sono fondamentali i controlli sul mondo del lavoro e sui prodotti utilizzati per la coltivazione.
Due tematiche centrali per la sicurezza su cui è necessaria un’azione forte e pressante delle autorità e delle forze dell’ordine, a scongiurare rischi di sfruttamento e di inquinamento del territorio.


















