La sinfonia della bellezza: alla Canevari 600 bambini superano Vivaldi (video)
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Se il compito della scuola è formare i cittadini di domani, stamattina alla Canevari si è vista la migliore risposta possibile. In un tempo che corre e divide, questi bambini hanno mostrato che la pace si costruisce insieme, un respiro dopo l'altro, un ritmo dopo l'altro. Un ringraziamento doveroso va al preside, al corpo docente e a quei 600 piccoli interpreti che hanno saputo trasformare un cortile in un teatro di civiltà.

VITERBO – C’è una Viterbo che non urla, che non si perde nei rivoli della polemica sterile, ma che sceglie di costruire il futuro partendo dal suono. Un suono che stamattina, tra le mura della scuola primaria “Canevari”, ha preso la forma di un prodigio collettivo. Non è stata una recita di fine anno, né una semplice esibizione scolastica. È stato, per dirla con le parole di chi ha guidato questa impresa, un vero e proprio atto poetico.

Protagonisti assoluti, 600 bambini. Sì, avete letto bene: seicento. Un numero che di per sé basterebbe a mettere soggezione a qualsiasi direttore d’orchestra, ma che sotto la guida sapiente del maestro Michele Villetti si è trasformato in un corpo unico, capace di riscrivere le “Quattro Stagioni” con una consapevolezza che – lasciatecelo dire – avrebbe fatto invidia persino ad Antonio Vivaldi.

Il progetto “Four Seasons” è andato in scena stamattina, trasformando il cortile scolastico in un paesaggio sonoro dove pioggia, vento, canto di uccelli e frinire di cicale non erano registrazioni, ma vibrazioni nate dai respiri e dai micro-ritmi di centinaia di piccoli interpreti. Eppure, il dato che più colpisce non è solo l’estetica della performance, ma l’impalcatura invisibile che l’ha sorretta: una lezione di pedagogia pura, distillata in quattro minuti da sogno.

Non c’è stato un errore. Non una sbavatura. Ogni bambino al suo posto, ogni sguardo coordinato con quello del vicino, una disciplina che non è mai stata imposizione, ma condivisione di uno scopo. In un’epoca in cui la pedagogia si dibatte spesso tra teorie astratte e carenze di metodo, alla Canevari si è dimostrato che la scuola è ancora – e soprattutto – il luogo dove si impara l’armonia.

“Abbiamo accolto differenze, sensibilità, modi di essere. E proprio da lì è nata l’armonia”, ha scritto Villetti a conclusione dell’evento. Ed è proprio questo il cuore pulsante del progetto: l’idea che la cooperazione sia una pratica quotidiana, che il rispetto per l’altro sia il primo requisito per produrre bellezza. Quel silenzio assoluto, offerto e ricevuto da 600 piccoli protagonisti, ha sancito un patto: “Ti vedo, ti ascolto, il tuo modo di essere ha valore”.

Se il compito della scuola è formare i cittadini di domani, stamattina alla Canevari si è vista la migliore risposta possibile. In un tempo che corre e divide, questi bambini hanno mostrato che la pace si costruisce insieme, un respiro dopo l’altro, un ritmo dopo l’altro. Un ringraziamento doveroso va al preside, al corpo docente e a quei 600 piccoli interpreti che hanno saputo trasformare un cortile in un teatro di civiltà.

Canevari, segnate il nome di questa scuola. A occhio e croce ne sentiremo parlare sempre più spesso.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
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“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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