“La sicurezza dei lavoratori non si ferma fuori dai cancelli delle aziende”
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VITERBO - Rifondazione comunista chiede "misure stringenti, sanificazioni e controlli a tappeto dell'Asl" contro il contagio da Coronavirus sui luoghi di lavoro.

VITERBO – La sicurezza per i cittadini non può fermarsi ai cancelli delle aziende. I lavoratori devono essere tutelati non solo quando vanno a fare la spesa o camminano nei parchi, ma anche e soprattutto nei loro luoghi di lavoro.

Servono misure stringenti, operazioni di sanificazione massicce e costanti, controlli a tappeto delle Asl nelle aziende, e vigilanza delle forze sindacali. Provvedimenti urgenti e vitali, per una democrazia fondata sul lavoro.

Il protocollo governo-sindacati-imprese è ancora insufficiente e lascia troppi margini di abuso. Pensiamo alla situazione di Viterbo, alle piccole e medie aziende poco sindacalizzate o con largo utilizzo di lavoratori precari e perennemente ricattabili, o al settore agricolo in cui imperversano caporalato e lavoro nero.

E lo stesso in provincia: si pensi ai lavori usuranti del distretto ceramico di Civita Castellana, all’incidenza di silicosi e cancro ai polmoni, e ai rischi connessi alla diffusione del Covid-19 in quei contesti.

Chi lavora è al sicuro? Le regole vengono rispettate? Chi controlla?

Rifondazione comunista sollecita un intervento più incisivo delle autorità competenti, in dialogo con le forze sindacali, al fine di tutelare i lavoratori di Viterbo e provincia. Chiede inoltre il fermo di tutte le attività non essenziali come unica garanzia per evitare il contagio sui luoghi di lavoro.

Il lavoro e la salute sono diritti fondamentali nel nostro Paese, e vanno garantiti entrambi.

Roberta Leoni
Partito della rifondazione comunista (Sinistra europea) Viterbo

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti mediante microtelecamere collegate al nervo ottico. Si va verso un uomo sempre più cibernetico? Fino all’estremo: perché per ora l’unico organi insostituibile appare il cervello… dove si formano i nostri pensieri e conserviamo il senso della nostra identità…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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