La Settimana Santa nella Tuscia -A Latera alle tre di notte il passaggio per le vie del paese della Desolata
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LATERA - Alle tre di notte, nel passaggio dal giovedì santo al venerdì santo, per le vie della piccola Latera vaga, alla ricerca del Figlio, la Desolata.

LATERA – (Nella foto di Maurizio Di Giovancarlo, un membro delle Confraternite di Latera) Alle tre di notte, nel passaggio dal giovedì santo al venerdì santo, per le vie della piccola Latera vaga, alla ricerca del Figlio, la Desolata. Sicuramente si tratta di uno dei momenti più forti delle rappresentazioni pasquali in terra di Tuscia. 

L’orario, che potrebbe sembrare proibitivo, rende tutto più coinvolgente e affascinante. A rendere unica una tradizione antichissima sono poi i Canti della Passione intonati dalle confraternite di Latera: del Santissimo Sacramento, della Madonna e della Misericordia. 

Ogni confraternita, con i suoi vestiari caratteristici, segue la statua della Madonna Desolata portata a spalla in processione. E intona canti antichi, ricchi di suggestione. 

“Stiamo per vivere un momento molto sentito, religiosamente parlando il più sentito dell’anno a Latera. Sia per l’antica tradizione, sia per il fatto che la Desolata è quasi un unicum. La manifestazione è molto partecipata, nonostante l’ora. Ci si ritrova alle tre della mattina nella chiesa di San Clemente e la statua della Madonna fa un giro di processione alla ricerca del figlio tra i canti delle confraternite”. Ci racconta il sindaco di Latera Francesco Di Biagi.

“Ultimamente ha incuriosito diverse persone, che vengono da tutti i paesi. Sia dalla Tuscia che dalla Toscana. Ci si prepara con la Desolata per vivere con grande intensità la processione del Venerdì Santo, con tanti figuranti che tornano al paese per l’occasione – continua il primo cittadino. Quest’occasione dei riti della Pasqua è forse il periodo più suggestivo per conoscere Latera”.

Foto Fisioterapy Center

Membro del Coro della Desolata di Latera (Foto Maurizio Di Giovancarlo)

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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