
Torna in scena La Serva Padrona. Lo spettacolo teatrale prodotto dall’associazione culturale Funamboli approda (domani) a Treia, nelle Marche per la rassegna “A teatro con mamma e papà”. Due bauli, una tela, tre maschere (Pantalone, Ricciolina serva astuta ed Arlecchino) e un canovaccio che narra di una giovane serva che ambisce a sposare Pantalone per mutar il suo stato in quello di padrona. Pochi e semplici ingredienti con cui la Commedia Dell’Arte sa creare uno spettacolo allegro, vivace e coinvolgente capace oggi come un tempo di divertire il pubblico.
La Commedia dell’Arte, un patrimonio del nostro teatro e della nostra cultura, ovunque guardato e studiato con attenzione per le sue particolarità, per la sua vitalità, per la sua capacità di raggiungere con immediatezza ed efficacia il pubblico. Un modo di far teatro che non solo ha inciso profondamente nella nostra storia teatrale, ma che ha saputo anche influenzare grandi autori del passato come Shakespeare. L’intreccio è stato preso a prestito dal libretto d’opera (a proposito di influenze) di Gennarantonio Federico dal titolo per l’appunto “La Serva Amorosa” musicato da Giovanni Battista Pergolesi, le cui musiche risuonano qua e la nello spettacolo.
Le tecniche usate dagli attori sono quelle della Commedia dell’Arte, vale a dire improvvisazione, rapporto diretto e coinvolgente con il pubblico, uso della maschera. Sono queste le tecniche che permisero agli attori del tempo in giro per il mondo di colpire e affascinare il pubblico di allora e che, più modestamente, crediamo sapranno divertire in maniera intelligente anche il pubblico di oggi.
“La Serva Padrona” di Luca Negroni è prodotto da Funamboli, liberamente tratto dall’intermezzo buffo di G.B. Pergolesi. Con Stefania Aluzzi, Sante Paolacci e Vincenzo De Luca. Regia Luca Negroni.


















