“La sera dei racconti” incanta il pubblico del Teatro Caffeina
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VITERBO - Lo spettacolo teatrale, facente parte dell’offerta “Teatro è Democrazia”, ha visto gli attori Piermaria Cecchini, Laura Antonini e Maurizio Donsanti incantare i numerosi spettatori che hanno scelto di passare con loro una serata diversa e indimenticabile.

VITERBO – È stata una serata ricca di magia ed emozioni quella tenutasi ieri, 5 gennaio 2022, al Teatro Caffeina con “La sera dei racconti”. Lo spettacolo teatrale, facente parte dell’offerta “Teatro è Democrazia”, ha visto gli attori Piermaria Cecchini, Laura Antonini e Maurizio Donsanti incantare i numerosi spettatori che hanno scelto di passare con loro una serata diversa e indimenticabile.

I personaggi interpretati sono stati resi vivi anche dall’atmosfera creata dalle musiche di Luciano Orologi (fiati e arrangiamenti), Andrea Araceli (piano) Steve Laye (contrabbasso) e Roberto Forlini (batteria). Ad arricchire ulteriormente il palco, anche la scenografia a cura di Emanuela Galeotti e le luci di Domenico De Mattia.

Gli appuntamenti con il Teatro Caffeina torneranno in scena domani, 7 gennaio 2022 alle 17.30,
con “Lo chiamavano Tyson”. Per l’occasione, dedicata alla narrativa, la giornalista Eleonora
Celestini incontrerà lo scrittore Mauro Valentini, autore insieme a Marina Conte Vannini del libro record di vendite nel 2020 “Mio figlio Marco – La verità sul caso Vannini”, che, dopo essersi per anni occupato di casi di cronaca – da Marta Russo a Mirella Gregori, passando per Antonella di Veroli e, appunto, Marco Vannini -, ha deciso di scrivere il suo primo romanzo, ambientato nella periferia romana.

Per maggiori informazioni sugli spettacoli e per prenotare il proprio posto è possibile rivolgersi al numero 351 70 32866, oppure inviare una mail a compagniassociazione@gmail.com.

 

 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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