La Seconda Guerra Mondiale nella Valle del Tevere, mostra storica a Mugnano (Bomarzo)
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In occasione di questa ricorrenza, la ST Sinergie srl, società di marketing e comunicazioni, organizza il 10 e 11 giugno, nella splendida cornice di Palazzo Orsini a Mugnano in Teverina - Bomarzo, una mostra storico documentale dal titolo 'La Seconda Guerra Mondiale nella Valle del Tevere'.

‘La Seconda Guerra Mondiale nella Valle del Tevere’. Appuntamento il 10 e 11 giugno a Palazzo Orsini a Mugnano in Teverina (Bomarzo).

Il 10 Giugno 1940, settantasette anni fa, alle diciotto, Mussolini proclamava dagli altoparlanti del balcone
di Palazzo Venezia l’entrata dell’Italia in guerra, tenendo un solenne discorso alla folla che fu trasmesso da
Radio Marelli in tutte le principali città italiane.

In occasione di questa ricorrenza, la ST Sinergie srl, società di marketing e comunicazioni, organizza il 10 e 11 giugno, nella splendida cornice di Palazzo Orsini a Mugnano in Teverina – Bomarzo, una mostra storico documentale dal titolo ‘La Seconda Guerra Mondiale nella Valle del Tevere’.

Realizzata in collaborazione con i collezionisti privati Luciano e Andrea Fosci. Tutto ciò che è esposto all’interno della mostra rappresenta un pezzo, un frammento della nostra storia. Ciascuno degli oggetti che vedrete porta su di sé i segni di una guerra totalizzante: una memoria che non riaffiori dalla lettura dei grandi eventi della storia, ma attraverso i tessuti delle divise, le scarpe logore, gli elmetti ammaccati.

Anche il territorio della provincia fu coinvolto direttamente dagli eventi della guerra, e vi precipitò in
toto nel luglio 1943, quando l’aeroporto di Viterbo fu bombardato. Nel frattempo il 30 giugno, alle 22.45, era
partito dalla stazione di Mentone diretto verso l’Italia centrale il primo treno carico di tedeschi, e nelle ore
successive ne partirono altri. I giorni seguenti nelle stazioni di Attigliano-Bomarzo e di Bassano in Teverina
cominciò a diffondersi il rumore delle scarpe chiodate dei soldati tedeschi, che avevano avuto l’ordine di
disporsi in un’ampia zona compresa tra il monte Amiata e il lago di Bolsena.

Iniziò in quei momenti la massiccia presenza di truppe straniere nell’Alto Lazio. Da questo momento in poi, il territorio divenne il crocevia di importanti avvenimenti.

L’evento espositivo, molto curato e ricco di dettagli, cimeli, divise e foto d’epoca, racconta il periodo della
seconda Guerra Mondiale. E’ una modalità che fa incontrare i grandi eventi della storia con la vita quotidiana,
attraverso cui raccontare non solo gli eventi storici ma anche le sensazioni della popolazione e le mentalità
di un’epoca. L’allestimento espone un ricco patrimonio documentale e una serie unica ed originale di divise
e cimeli della Guerra messi a disposizione dai collezionisti mossi da un interesse non solo storico ma
soprattutto umano e antropologico, che non si fera agli oggetti in sé ma che racconta di persone, luoghi, e
avvenimenti che hanno riguardato il nostro territorio durante il grande conflitto della seconda guerra
mondiale.

Infatti è proprio dall’insieme dei singoli oggetti che si ricostruisce la totalità della guerra. Lo scopo
del collezionismo vuole essere proprio quello di preservare dall’oblio e dalla corrosione del tempo oggetti
che raccontino storie, che siano testimoni e testimonianza di qualcosa. E la massima aspirazione, per un
collezionista, è di poter condividere i racconti dei propri oggetti con gli altri, in modo che continuino a parlare
con la forza, silenziosa ma essenziale, della loro presenza.

L’inaugurazione è prevista per sabato 10 giugno alle ore 11,00. La mostra, gratuita, sarà visitabile
sabato 10 e domenica 11 giugno, dalle ore 10,30 alle 13,00 e dalle 15,30 alle 19,30.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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