La seconda foto di Santa Rosa scelta da La Fune è della signora Margherita Scopigno
Foto Margherita Scopigno
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VITERBO - Abbiamo chiesto a Giuliana di raccontarci cosa è per lei questa festa così sentita a Viterbo e il perché del suo scatto. Riportiamo fedelmente il suo intervento.

VITERBO – La signora Margherita Scopigno è per noi l’autrice di uno degli scatti più belli di questa edizione della festa di Santa Rosa tra quelli inviati alla redazione de La Fune. 

Abbiamo chiesto a Margherita di raccontarci cosa è per lei questa festa così sentita a Viterbo e il perché del suo scatto. Riportiamo fedelmente il suo intervento.

“Fin da piccola i miei genitori mi portavano a vedere la Macchina di Santa Rosa e come si dice fa’ parte del DNA. Si tratta infatti di una tradizione dei viterbesi da tramandare di padre in figlio ed è così da sempre da quando si ha memoria.

La sera del 3 settembre è magica,  per la folla che si riversa nei vicoli e per il fatto che si ha l’impressione che la Santa abbracci tutta la sua gente. Quando passa vieni attraversato da una moltitudine di emozioni, alzi gli occhi a lei e chiedi: chiedi una grazia, un segno, perché semo tutti de n’sentimento, perché abbiamo tutti qualcuno da salvare.

Questa foto che ho scattato l’ho dedicata alle mie radici che non ci sono più, prima mio padre poi i miei fratelli e mia madre se ne è andata il 3 maggio e in quel momento dello scatto c’erano loro con me. Si l’ho dedicata a loro con gli occhi lucidi e il cuore in gola. Questo è Santa Rosa per me, la mia santa che prego nei momenti bui e di sconforto”.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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