La scuola elementare di Civitella D'Agliano alle olimpiadi di Problem Solving
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La scuola elementare di Civitella D'Agliano alle olimpiadi di Problem Solving, la gara designerà i rappresentanti della regione Lazio alla finale nazionale di Cesena del 13 aprile

VITERBO- Gli alunni della classe quinta della scuola primaria di Civitella d’Agliano (unica scuola primaria della provincia di Viterbo per la gara a squadre) si sono classificati per partecipare alla fase regionale delle olimpiadi di Problem solving (informatica e pensiero computazionale nella scuola dell’obbligo) che si terrà mercoledì 20 marzo.

La gara designerà i rappresentanti della regione Lazio alla finale nazionale di Cesena del 13 aprile.
La selezione è avvenuta sommando i migliori punteggi nelle ultime tre gare di istituto.
Indipendentemente dall’esito finale della competizione regionale, ci congratuliamo con questi nostri ragazzi e con tutti i loro compagni che hanno partecipato alla fase scolastica con grande entusiasmo e con eccellenti risultati.

La preparazione a queste gare ha consentito ai ragazzi che vi hanno partecipato di sviluppare e potenziare strategie per individuare procedimenti risolutivi, promuovendo il ricorso al pensiero algoritmico in diversi contesti. 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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