'La Rosa' è sbocciata, quando il palato è al servizio del volontariato
LA ROSA
800 Monastero
L’Associazione culturale La Rosa non è solo cibo ma è una selezione di persone sempre gentili e disponibili che contribuiscono a creare un’atmosfera calda e piacevole, dove tutti si sentono benvenuti e a proprio agio, sempre in prima fila quando si tratta di aiutare gli altri.

VITERBO- L’Associazione Culturale La Rosa, si distingue sempre per il suo grande impegno nel volontariato e nella beneficenza. Sono sempre i primi a mettersi in gioco quando si tratta di aiutare gli altri. Solo nel mese di maggio, hanno partecipato a ben tre eventi, dimostrando quanto siano attivi e impegnati nel sostenere cause importanti.

Prima hanno preso parte al tradizionale evento legato alla festa del Santissimo Salvatore “Il Mercato Medievale” a piazza Santa Maria Nuova, a seguire all’interno di “Tuscia in Fiore” a piazza Fontana Grande e infine sono stati protagonisti alla festa del volontariato “Viterbo città a colori” che si è svolta a Valle Faul.

Insieme al Comitato festeggiamenti Santa Barbara si sono prodigati ad allietare i palati con gnocchi al ragù, arrosticini, bruschette,
hot-dog, panini con salsicce ed hamburger, tortellini fritti, patatine fritte, supplì e pop-corn. Prediligendo sempre alimenti scelti con cura di qualità e preparati da mani esperte.

L’Associazione culturale La Rosa non è solo cibo ma è una selezione di persone sempre gentili e disponibili che contribuiscono a creare un’atmosfera calda e piacevole, dove tutti si sentono benvenuti e a proprio agio, sempre in prima fila quando si tratta di aiutare gli altri.

Gli Stati Generali La Fune
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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