La rivoluzione "ipotecata" di Michelini. Il cambiamento in 55 slide e i "prigionieri politici" della maggioranza
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Michelini presenta la sua rivoluzione in 55 slide. Slide che raccontano i risultati di una rivoluzione che però, in buona sostanza, sembra fare fatica a decollare. E intanto aumentano i "prigionieri politici".
Il sindaco tra la gente

Un anno e mezzo di amministrazione Michelini e il sindaco ha deciso di fare il punto sulle cose fatte. ‘La città che stiamo cambiando’ è il titolo che raccoglie le 55 slide, in perfetto Renzi style, presentate questa mattina alla stampa e quindi ai cittadini.

Un elenco delle cose portate a termine e di quelle messe a cantiere per il 2015. Un documento interessante, che snoccioleremo nei giorni a venire. Cercando di dare notizia di quanto portato a termine e del lavoro impostato, ma anche analizzando il significato di quanto messo nero su bianco.

Tanta roba nelle slide: dalla riduzione degli affitti pagati dal Comune, al gemellaggio importante con Avignone, passando per i progetti e le iniziative in diversi settori. Dalla cultura al sociale, passando per l’illuminazione, il tasto dolente dei rifiuti e tanto altro.

“Il nostro è un progetto che guarda al futuro, un futuro in cui non si può rimanere fermi. Il modello di una città sempre in movimento, che lotta per conquistarsi uno spazio e giocare un ruolo di primo piano”, il messaggio di apertura del primo cittadino.

Tutto questo materiale sarà elaborato e arricchito di dettagli, per poi dare vita a una pubblicazione. Un buon metodo, in linea con i tempi. Un modo per rendere più trasparente l’azione amministrativa, ma anche per sgombrare il campo dai difetti di percezione su quanto fatto. Con la concretezza delle cose realizzate e delle visioni impostate.

Michelini, l’uomo della sfida possibile. Michelini il “borghese illuminato” che ha asfaltato il centrodestra di Giulio Marini. Un centrodestra stanco e che sul campo si era mostrato ormai al capolinea. Una diversa idea di Viterbo che però fatica a materializzarsi. Tanto che in molti sembrano fare fatica a riconoscere dove sia il cambiamento. Il volto della città sta cambiando effettivamente, ma bisogna riconoscere che fino a oggi le modifiche più sostanziose vanno rintracciate nel concretizzarsi del piano Plus di Giulio Marini.

In questo anno e mezzo la nuova amministrazione non ha brillato in termini d’organizzazione, in capacità comunicativa, in presenza tra la gente. Il sindaco che i viterbesi hanno scelto ha finito per lasciare molti da soli, per “sbudellare” completamente la lista civica che l’aveva sostenuto (Oltre le mura), per logorare tutta una serie di rapporti all’interno della maggioranza.

Il miracolo promesso non è apparso nitidamente. Questo non vuol dire che non si materializzerà. L’augurio è che il miracolo accada, e magari anche questo documento può essere un segnale della voglia di farcela. Se lo augurano tutti i cittadini, anche se aumenta il numero degli scontenti e degli scettici. In termini politici, al momento, si ha l’impressione di trovarsi di fronte a una maggioranza di “prigionieri politici”. Gente scontenta che però è paralizzata dalla paura di una caduta, caduta che per molti significherebbe fine della propria presenza a Palazzo dei Priori.

Auguri a Michelini, speriamo che alla fine abbia ragione lui. Consigliamo ai suoi più protagonismo. Troppi gli assessori fantasma in giunta, troppo assordante il silenzio dei diversi gruppi. Al momento gli unici che sembrano stare sul pezzo, che stanno dilagando sono senza dubbio i fioroniani. Tutto il resto è contorno, comparsa, convitati di pietra. Lo stesso Francesco Serra che sembrava poter essere il sale di questa amministrazione sembra essersi spento, appassito. Eppure il Pd cittadino poteva trovare in lui l’uomo capace di spezzare lo strapotere dei “capobastone” storici.

Michelini must go on, scommettendo su una rivoluzione però e non su un tirare a campare.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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