
Nuove prospettive per il Consorzio Biblioteche, nasce la ‘Biblioteca delle Scienze dello Spettacolo’. Un’operazione di spessore, che dà alla città di Viterbo un mattone in più su cui costruire davvero la città d’arte e cultura che in parecchi sognano di vedere.
Il primo passo lo ha mosso Maurizio Scaparro, uno dei registi di teatro italiani più noti a livello internazionale. Lo fa con una donazione preziosa: gran parte della sulla biblioteca privata sta arrivando nelle stanze di viale Trento. Centinaia di volumi e materiale multimediale di settore. Tutta roba che ha a che fare con cinema, teatro, opera, operetta, balletto. Manuali e testi preziosi che rappresentano un patrimonio unico.
Sull’operazione il commissario Paolo Pelliccia sta lavorando da tempo, ma ora è realtà. In data 7 luglio Scaparro scrive una lettera al commissario: “Caro Paolo”; è l’incipit. E sotto è messa nero su bianco la volontà di donare gran parte del proprio patrimonio librario alle biblioteche viterbesi, mentre il resto andrà al Teatro della Pergola di Firenze.
E Scaparro apre un percorso di donazioni prestigiose, che andranno a rafforzare la biblioteca della Tuscia. “L’iniziativa è stata abbracciata – racconta Pelliccia in conferenza stampa – da diversi artisti, giornalisti, critici, registi italiani con cui sono in rapporti. A breve arriverà anche del materiale inviato da Renzo Rossellini, il figlio del grande registra Roberto. Io stesso ho donato 400 volumi di settore, parte della mia biblioteca personale”.
All’interno della raccolta anche pezzi unici, manoscritti e sceneggiature originali che portano le firme di Pasolini, Zavattini e Fellini.
“Invece di morire il Consorzio rinasce, si rilancia – continua Pelliccia -. In pratica andiamo a triplicare. Quello che andiamo a mettere in piedi è un segmento specifico, che diventa attraente anche per i laureandi in questo tipo di discipline. Arriveranno nei prossimi mesi già i primi studenti, da Venezia e altre parti d’Italia, per i loro lavori di tesi su Don Chisciotte, Moliere e Goldoni. A Viterbo troveranno testi unici e rari. Tutto questo è un segnale importante”.
Una partita di significato che ha già catturato l’interesse della Fondazione Carivit, che intende investire nel progetto della ‘Biblioteche delle Scienze dello Spettacolo’.


















