La rinascita del centro storico passa anche per la riqualificazione di Piazza del Comune
Foto piazza del Comune nuova
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VITERBO - Tanti i cantieri che hanno interessato, stanno interessando e interesseranno il centro storico. Il tutto funzionale a riqualificare un'immagine della città che era andata negli ultimi decenni sempre più degradando. 

VITERBO – Piazza del Comune torna alla sua estetica storica, con i lastroni di pietra come pavimentazione. Il cantiere, finanziato con i fondi del PNRR, è già a un buono stato di avanzamento e anche se non è ancora terminato lascia intravedere un’importante riqualificazione. 

Archiviata l’esperienza dei sampietrini, poco lodevole per ragioni estetiche e pratiche (gli avvallamenti), Palazzo dei Priori in sinergia con la Soprintendenza hanno studiato e deciso di recuperare l’aspetto storico della piazza. 

Adesso ci sarà un periodo di interruzione del cantiere e dopo Santa Rosa, una volta archiviato il passaggio della Macchina, i lavori riprenderanno a pieno regime per essere ultimati in tempo utile per Natale. 

“Il recente intervento – spiegano dal Comune – ha interessato un’ampia porzione di piazza del Plebiscito, dopo che lo scorso anno erano stati realizzati i lavori nell’altra parte della piazza, quella antistante la chiesa di Sant’Angelo in Spatha e parte di via Roma, dove sono stati posizionati nuovi porfidi. Le due pavimentazioni ricalcano l’assetto storico della piazza. Quando ripartiranno i lavori saranno sostituiti anche i giunti provvisori da cantiere, necessari alla messa in sicurezza delle connessioni tra le due pavimentazioni, la vecchia e la nuova. Verosimilmente entro i primi giorni di dicembre sarà completato l’intervento di riqualificazione della piazza, uno dei luoghi simbolo di Viterbo”.

Impossibile comprendere oggi la portata del cambiamento perché l’area interessata è di fatto ancora un cantiere in evoluzione. Ogni giudizio espresso ora è di fatto composto da parole vuote, mosse il più delle volte da antipatie, appartenenze politiche o altri fattori. 

Tanti i cantieri che hanno interessato, stanno interessando e interesseranno il centro storico. Il tutto funzionale a riqualificare un’immagine della città che era andata negli ultimi decenni sempre più degradando. 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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