La ricetta di Natale ve la diamo noi. Un pomeriggio nella cucina di nonna Lucia
nonna lucia
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Grazie alla sua passione ha vinto molti premi che l’hanno portata negli anni ad essere molto conosciuta a Viterbo. In particolare a Pianoscarano, dove con il suo Monte Bianco ha stracciato la concorrenza nella gara di dolci della Festa dell’Uva per 6 anni, prima di decidere di lasciare qualche briciola e qualche premio anche gli altri concorrenti.

di Simone Carletti

Grazie alla sua passione ha vinto molti premi che l’hanno portata negli anni ad essere molto conosciuta a Viterbo. In particolare a Pianoscarano, dove con il suo Monte Bianco ha stracciato la concorrenza nella gara di dolci della Festa dell’Uva per 6 anni, prima di decidere di lasciare qualche briciola e qualche premio anche gli altri concorrenti.

Un po’ come chi vince un Mondiale di calcio e il giorno dopo smette di giocare, è uscita dalle scene da vincente. Ma i suoi piatti, che hanno fatto impazzire anche Davide Mengacci e che l’hanno portata a trionfare a Cuochi senza frontiere, continuano a vivere e a far godere come dei matti amici e parenti. Così siamo andati a incontrare Lucia Celestini e abbiamo passato qualche ora nella sua cucina, in un posto stupendo.

“Ricordo che la mia casa – ci racconta Lucia – era piena zeppa di pentole. Mia madre cucinava spesso e ricordo a Natale i piatti a base di anguilla e baccalà. Non c’erano mica i moscardini o le vongole come adesso! Mangiavamo l’anguilla arrosto o in umido con uvetta e pinoli, il baccalà e la pasta col tonno”. E si friggevano le verdure di stagione, come i broccoli. “Ora invece è molto diverso, si trovano addirittura i carciofi e si frigge anche l’agnello a Natale, ai miei tempi non era così”. Ma ben vengano le novità, perché Lucia è una sperimentatrice.

“Il mio segreto in cucina? Non ho segreti! La cucina è fatta di errori e di piccoli passaggi: a volte quando consiglio una ricetta poi mi dicono che non era come quando l’avevo fatta io”. Certo, perché basta poco perché i due piatti sembrino due cose diverse.

“Se io facessi due tegami, con gli stessi ingredienti e lo stesso procedimento, alle fine verrebbero due sapori diversi perché basta fare un soffritto per qualche secondo in più o in meno e il sapore cambia, ad esempio”.

Quando le chiediamo dei piatti per riempire un menù natalizio abbiamo l’imbarazzo della scelta… ci sarebbe da sfamare un esercito! Le ricette che ci racconta sono frutto della sua passione per i fornelli e della sua grande voglia di sperimentare. Il grande insegnamento di Lucia è proprio questo: che tradizione e innovazione possono andare a braccetto e che la cucina è questione di attimi e intuizioni.

 

IL MENU DELLA VIGILIA

 

Antipasto: carpaccio di polipo con rughetta, condito con olio e limone

Primo: fettuccine col tonno, come da tradizione, o minestra di ceci e castagne

Secondo: spigole lesse condite con salsa verde (prezzemolo, pinoli e un pezzo di aglio) e maionese fatta in casa

Dolce: Monte Bianco, dolce a base di castagne e panna

 

FETTUCCINE ALLE NOCCIOLE CON GUANCIALE E TIMO

Quantità per 4 persone

3 etti di farina 0 2 etti di farina di nocciole
5 uova
3 etti di guanciale tagliato fino
2 etti di nocciole frullate a grana grossa
timo fresco, sale, pepe, olio, una cipolla piccola
e un piccolo aglio.

Procedimento
Per le fettuccine: unire la farina bianca e quella
di nocciole, fare la classica fontana e impastare.

Per il condimento: fare un soffritto di aglio e ci-
polla, poi aggiungere il guanciale e il timo e farlo

rosolare fino a renderlo croccante.

Cuocere le fettuccine in acqua bollente e sco-
larle al dente prima di saltarle in padella con il

guanciale. Una volta pronto, servire sul piatto e
spolverare con la granella di nocciola.
Buon appetito!

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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