Rete antitratta: “La regolarizzazione dei migranti rende giustizia a migliaia di persone dimenticate”
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VITERBO - Rete antitratta Tuscia: "Le misure del provvedimento potrebbero favorire lo smantellamento dei ghetti".

VITERBO – Intervento della Rete antitratta Tuscia sul tema della regolarizzazione dei migranti.

“La regolarizzazione dei migranti è un primo passo significativo che rende giustizia al lavoro di migliaia di persone dimenticate e abbandonate nelle mani dei caporali e delle mafie.

Non è esattamente quanto chiedevano sindacati e associazioni rispetto alla platea dei beneficiari e ai criteri di accesso al provvedimento, ma è una risposta importante per l’emersione di migliaia di persone dal lavoro nero e per la tutela della salute di tutti. Purtroppo diverse migliaia di persone senza un contratto di lavoro rimarranno escluse e molte di queste saranno costrette ad affidarsi di nuovo ad intermediari ed aziende disoneste pur di emergere dalla irregolarità.

Tutte le organizzazioni sociali impegnate per i diritti dei lavoratori migranti hanno sollecitato nei mesi scorsi azioni urgenti per la tutela dei migranti nei ghetti, nella preoccupazione che il blocco e le misure di tutela e prevenzione avessero dimenticato le decine di migliaia di lavoratori che con fatica hanno continuato ad assicurare disponibilità di cibo sulle nostre tavole.

Nel decreto sono previste diverse azioni che potranno permettere a queste persone di avere finalmente una soluzione alloggiativa dignitosa che consentirà loro di seguire tutti i protocolli e gli accorgimenti necessari per prevenire il contagio da coronavirus. Il decreto offre una possibilità di uscita, dai ricatti e dallo sfruttamento che hanno subito finora nelle campagne italiane.

Le misure previste dal provvedimento, se bene applicate, potrebbero inoltre favorire lo smantellamento dei ghetti con la possibilità di svuotarli grazie ad una accelerazione del Piano Triennale contro il caporalato.

Le organizzazioni sociali dovranno impegnarsi ancora di più per togliere il terreno a caporali e criminalità organizzata incalzando il governo affinché continui questa battaglia, sostenendo la piena applicazione della Legge 199/2016 in tutte le sue parti, soprattutto per collocamento, accoglienza e prevenzione e istituendo le sezioni territoriali per il lavoro agricolo di qualità”.

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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