La Regione Lazio stanzia 50mila euro per un progetto Life sul lago di Vico
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VITERBO - Importante presa di posizione della Regione Lazio che oltre a prendere atto della situazione drammatica in cui si trova il lago di Vico ha anche stanziato 50.000 euro che si presume possano essere utilizzati per la presentazione di un progetto LIFE.

VITERBO – Importante presa di posizione della Regione Lazio che oltre a prendere atto della situazione drammatica in cui si trova il lago di Vico ha anche stanziato 50.000 euro che si presume possano essere utilizzati per la presentazione di un progetto LIFE.

“In realtà una richiesta di finanziamento per la realizzazione di un LIFE venne avanzata molti anni fa dalla Università di Viterbo e dal Tavolo per discutere dei problemi legati al lago di Vico istituito a suo tempo dall’assessore all’Ambiente della provincia Paolo Equitani – così Raimondo Chiricozzi -.

Ci auguriamo che i 50.000 euro, sebbene a nostro parere siano un po’ pochini, vengano utilizzati proprio per la presentazione di un progetto complessivo appunto un LIFE che consideri il disastro che l’agricoltura chimica ha determinato, e affermi la necessità del ritorno alla agricoltura vera perché naturale.

Poi c’è sempre il grande problema del terreno inquinato dove insiste il Centro nucleare batteriologico e Chimico CNBC, per il quale tardano ad essere messe in piedi iniziative serie e che va restituito alla collettività dopo il completo risanamento ambientale.

Insomma i problemi sono ormai venuti al pettine e finalmente la Regione Lazio decide di interessarsene, anche grazie alle iniziative di varie associazioni e partiti politici e anche grazie alla nostra insistenza appoggiata dal Comitato Acqua Potabile, dall’Aics comitato provinciale viterbo dall’aics ambiente e dal coordinamento nazionale bonifica armi chimiche.

Ci auguriamo che stesso interessamento avvenga anche per finalmente dare acqua potabile nelle case dei cittadini di Ronciglione e Caprarola che purtroppo ancora non hanno, poiché utilizzano le acqua del lago di Vico non potabili”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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