La Regione Lazio entra nella Fondazione Vulci
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ROMA - Lo farà grazie all’emendamento a firma del consigliere regionale del Pd Enrico Panunzi approvato dall’Assemblea nei lavori d’aula per la proposta di legge regionale 194 del 31 ottobre 2019, concernente le “Misure per lo sviluppo economico, l’attrattività degli investimenti e la semplificazione”. Il provvedimento è stato sottoscritto anche dai consiglieri regionali Silvia Blasi e Stefano Parisi.

ROMA – “La Regione Lazio entra nella Fondazione Vulci”. Lo farà grazie all’emendamento a firma del consigliere regionale del Pd Enrico Panunzi approvato dall’Assemblea nei lavori d’aula per la proposta di legge regionale 194 del 31 ottobre 2019, concernente le “Misure per lo sviluppo economico, l’attrattività degli investimenti e la semplificazione”. Il provvedimento è stato sottoscritto anche dai consiglieri regionali Silvia Blasi e Stefano Parisi. “L’emendamento darà più forza alla Fondazione Vulci nel lavoro di promozione e valorizzazione di un’area di assoluto pregio artistico e naturalistico – sottolinea il vice presidente della VI Commissione Panunzi –. Garantiremo infatti 200mila euro per il 2020 e 50mila euro all’anno per il triennio 2020-2222. Il parco di Vulci deve svolgere un ruolo nello sviluppo turistico della nostra provincia. Nel provvedimento sono indicate le finalità riguardanti la programmazione, la promozione e la realizzazione delle iniziative per la conoscenza, la formazione e lo sviluppo della cultura, quale contributo alla crescita della collettività e alla promozione di questo territorio a livello italiano e internazionale”.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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