La Regione Lazio distribuisce mezzo milione di mascherine ai sindaci
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Gli Stati Generali La Fune
ROMA - Quasi mezzo milione, per l'esattezza 450mila, verranno distribuite ai sindaci dei comuni in numero adeguato rispetto ai cittadini residenti. 

ROMA – La Regione Lazio cala l’operazione mascherine chirurgiche sul territorio di propria competenza. Quasi mezzo milione, per l’esattezza 450mila, verranno distribuite ai sindaci dei comuni per coprire le prime necessità.

Quella della fornitura dei dispositivi di protezione individuale è una tessera fondamentale, a oggi sottovalutata, della lotta al Covid-19. 

Ogni primo cittadino riceverà un numero adeguato ad esaudire le esigenze e le richieste degli abitanti più in difficoltà. Saranno poi loro a distribuirle in base alle necessità della popolazione: cittadini in stato di fragilità, polizia locale, lavoratori a contatto con il pubblico, volontari e via dicendo.

Chiaramente il numero non è sufficiente per l’intera popolazione della Regione ma diverse farmacie sono state rifornite ed è possibile acquistarle normalmente. 

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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