

TARQUINIA – Certe pietre non hanno bisogno di parole per raccontarsi, ma a volte capita che qualcuno trovi la chiave giusta per risvegliarle. È successo lo scorso luglio, tra le rocce e l’aura millenaria dell’Ara della Regina a Tarquinia, dove una musicista tunisina ha compiuto un gesto quasi irreale: ha lasciato che fosse il suono a dialogare con la storia, fondendosi con il silenzio di un tempio etrusco vecchio di duemila anni. Performance replicata anche in riva al mare, davanti a quello spettacolo che i più conoscono come Porto Clementino (Le Saline). A chiamare lei in questo angolo di Tuscia l’intelligenza del Festival Paesaggi dell’Arte, che l’ha avuta come ospite e protagonista del concerto in riva al mare nella sera del 26 luglio.
Lei è Farah Fersi, straordinaria compositrice e virtuosa del kanun. Quello che risuonava tra le vestigia tarquiniesi non era un’arpa e nemmeno un pianoforte, ma un affascinante strumento a corde della tradizione mediorientale. Farah lo domina con una tecnica personalissima e sbalorditiva, utilizzando tutte e dieci le dita e inserendo tocchi percussivi capaci di restituire un timbro al contempo arcaico e modernissimo.
Il colpo di fulmine e la cassa di risonanza globale
Ma la notizia che fa battere forte il cuore della Tuscia – e che ha del clamoroso per la promozione del territorio – arriva dritta dai social network. Il 16 agosto scorso infatti, alle ore 12 e 36 minuti primi (ora italiana) l’artista ha pubblicato un video sulle sue pagine social.
Farah Fersi non è soltanto una raffinata interprete che ha calcato i palchi più importanti d’Europa e del Medio Oriente e collaborato con mostri sacri della musica antica come Jordi Savall. È una vera e propria potenza mediatica, forte di una platea di follower a sei zeri (con oltre 663.000 fan solo su Facebook).
Folgorata dalla bellezza mistica e dalla potenza evocativa di Tarquinia, l’artista ha deciso di trasformare il tempio dell’Ara della Regina nel palcoscenico virtuale per la sua immensa audience globale. Nei suoi post, nei video e nei contenuti condivisi con centinaia di migliaia di persone da ogni angolo del pianeta, Farah sta mostrando, raccontando e celebrando le meraviglie etrusche della nostra terra.
Un ponte culturale inaspettato quanto potentissimo, in cui le note del kanun mediorientale si fondono con il fascino etrusco di Tarquinia, regalando alla città una vetrina internazionale d’eccezione, mossa unicamente dalla pura forza dell’arte e della bellezza.

















